Di seguito il comunicato:
In un clima di profonda e proficua collaborazione istituzionale, si è delineata, in occasione della riunione del progetto “Valutazione dei tassi di decontaminazione in lotti di mitili trasferiti dal Primo Seno del Mar Piccolo al Mar Grande” un orizzonte di spiccato ottimismo per il futuro della mitilicoltura tarantina, risorsa preziosa del territorio. Il progetto sperimentale, coordinato dal Commissario Straordinario per la bonifica di Taranto, ha inteso rispondere con rigore scientifico e lungimiranza alla stringente necessità di mitigare l’impatto socio-economico derivante dalla sia pure importante Ordinanza Regionale n.1989/2011, dimostrando come il monitoraggio ambientale e la ricerca possano porsi quale baluardo a tutela delle eccellenze produttive locali. Grazie a un accordo sinergico che ha visto la partecipazione corale di ARPA Puglia, ASL Taranto e CNR, con il fondamentale supporto della Capitaneria di Porto e del Comune di Taranto, è stato possibile giungere a una valutazione scientifica di estremo rilievo circa la capacità di decontaminazione dei mitili trasferiti dal Primo Seno del Mar Piccolo alle acque del Mar Grande o del Secondo Seno.
Le evidenze emerse dai campionamenti ultimati la scorsa settimana e dalle analisi sinora condotte a cui si aggiungeranno quelle in via di completamento, offrono un quadro che lascia intravedere prospettive di grande interesse per l’intero comparto. I dati preliminari, che trovano oggi una solida conferma, evidenziano una straordinaria capacità di detossificazione dei molluschi dopo trenta giorni dal loro trasferimento in acque più salubri. Tale riscontro, supportato da studi biometrici e analisi chimiche rigorose su diossine e PCB, apre la strada a una auspicata e scientificamente fondata revisione dell’attuale Ordinanza regionale n.1989/2011, garantendo al contempo la massima sicurezza alimentare per i consumatori e la sopravvivenza di una tradizione produttiva storica.
Il cammino della sperimentazione, avviato nel settembre del 2024, non è stato esente da criticità, le quali sono state tuttavia affrontate con tempestiva ed efficace solerzia. Infatti, la minaccia rappresentata dal deplorevole episodio del furto di reste occorso nel giugno 2025 è stato prontamente superato attraverso il riposizionamento di nuovi lotti di mitili tracciati.
«L’eccellenza dei risultati finora conseguiti – ha dichiarato il Commissario Uricchio – è la testimonianza tangibile di come la sinergia interistituzionale sia il motore indispensabile per affrontare sfide complesse. Abbiamo intrapreso un cammino che rifugge dalle visioni parcellizzate, prediligendo un’analisi poliedrica del problema: un approccio che, pur partendo da prospettive scientifiche e tecnico-amministrative differenti, converge verso obiettivi comuni e superiori. Al centro del nostro operato risiede un equilibrio inscindibile tra la tutela della salute pubblica, la salvaguardia dell’ecosistema marino e il rilancio della storica economia mitilicola tarantina. Questo progetto dimostra con i fatti che un cambiamento di paradigma è non solo auspicabile, ma concretamente realizzabile. Esprimo, pertanto, il mio più vivo e sentito ringraziamento al Sindaco di Taranto Bitetti ed all’Assessore Patronelli, e al Comandante della Capitaneria di Porto Deri, per la costante e autorevole cooperazione profusa. Un ringraziamento profondamente grato va a tutti i partner che hanno reso possibile questa sperimentazione: ad ARPA Puglia, con il Direttore Generale Bruno e i Direttori Ungaro ed Esposito, alla ASL di Taranto con il Dipartimento di Prevenzione Conversano ed il Dott.Basile e al CNR, nella figura della Dott.ssa Di Leo. Il mio plauso si estende, infine, alla straordinaria compagine di tecnici, ricercatori ed esperti di ogni ente coinvolto, nonché ai colleghi della struttura commissariale, il cui infaticabile spirito di servizio e la cui dedizione hanno trasformato una visione ambiziosa in una solida certezza per il futuro di Taranto.»
L’ambizioso iter progettuale volgerà alla sua naturale conclusione con l’analisi integrata dei dati il 30 giugno 2026; il ragguardevole patrimonio informativo così generato potrà essere messo a disposizione quale supporto determinante per favorire l’auspicato svincolo giudiziario delle aree del Primo Seno del Mar Piccolo, agevolandone il definitivo reintegro nel solco della piena legalità. È ferma la convinzione che tale iniziativa continuerà a produrre ricadute virtuose per la collettività ben oltre il termine formale delle attività, cristallizzando un evoluto paradigma di governance del dato ambientale destinato a sostenere, con continuità e rigore scientifico, la gestione e la valorizzazione delle aree demaniali.
Il progetto si concluderà con l’analisi dei dati entro il prossimo il 30 giugno 2026 ed il patrimonio informativo generato potrà essere messo a disposizione anche per il dissequestro delle aree del primo seno del Mar Piccolo e per la restituzione alla legalità con la certezza che il progetto continui a produrre benefici per la collettività ben oltre il termine formale delle attività, consolidando un modello di governance del dato ambientale che sia di supporto costante alla gestione delle aree demaniali.
Taranto, attraverso questo connubio tra istituzioni, scienza e lavoro, muta finalmente la propria narrazione, riscoprendosi madre orgogliosa di un prodotto sicuro, tracciato e armonico con la salvaguardia della propria bellezza naturale.






