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Cristina Bowerman, da Cerignola a Roma via Texas: guida stellata Michelin della “Glass Hostaria” Le origini pugliesi, l'esperienza internazionale

Cristina Bowerman e Elisa del Mese(1)

Di seguito il comunicato:

Nel mondo solo il 6% dei ristoranti stellati Michelin è guidato da una donna. L’Italia – insieme alla Spagna – arriva a circa il 10%, una delle percentuali più alte, ma ancora marginale se rapportata al totale. Numeri che raccontano uno squilibrio strutturale e che tornano al centro della riflessione che Cristina Bowerman, chef stellata dal 2010 alla guida di Glass Hostaria a Roma, ha portato nella puntata del videopodcast “Madeleine, la cucina ricorda” a lei dedicata.

Bowerman affronta il tema partendo da un nodo culturale prima ancora che professionale: la confusione persistente tra “cucina domestica” e professione. “Quando si parla di donne e gastronomia si pensa subito alla donna che cucina a casa. Ma guidare un ristorante è un’altra cosa: è una professione”. Anche il linguaggio, secondo la chef, contribuisce a indebolire il riconoscimento del lavoro femminile: “Cuoco e chef non sono la stessa cosa. Chef è chi guida una brigata. Usare le parole in modo impreciso crea confusione e la confusione penalizza soprattutto le donne”.

Accanto alla questione femminile, ai microfoni di Madeleine Cristina Bowerman ha raccontato anche la sua visione della cucina come progetto e responsabilità. Una visione che rifiuta monotonia e sciatteria e rivendica il valore del galateo come forma di rispetto, affondando le radici in un passato per lei centrale. Le origini pugliesi, l’infanzia tra Bari e Cerignola e la cucina della nonna rappresentano il primo terreno di formazione del gusto. Il sapore che la riporta indietro è una pasta ai piselli, preparata utilizzando anche le bucce per il brodo: “È come aprire un cassetto da cui escono tutte le memorie”.

Nel racconto emerge anche il ruolo fondamentale dei maestri. Tra questi, Bowerman indica Angelo Troiani come riferimento decisivo della sua formazione: un esempio di rigore, sensibilità e palato, capace di coniugare alta cucina e memoria dei sapori. Un’eredità che ritorna nel format di Madeleine, dove Troiani sarà protagonista di una delle prossime puntate, rafforzando il dialogo tra generazioni di chef.

In questo viaggio negli ingredienti che compongono Cristina Bowerman c’è stato spazio anche per una riflessione sul valore economico dell’esperienza gastronomica. Per Bowerman non esiste un limite di prezzo quando il cibo smette di essere semplice nutrimento e diventa progetto, ricerca, visione: “Esattamente come accade per l’arte o per il design, non tutto è per tutti, e non tutto deve esserlo”. Una posizione netta che sposta il discorso dal lusso all’esperienza.

Il ritratto si arricchisce anche di momenti di grande ironia e sorprese: il comfort food della chef ad esempio è un macaroni and cheese, il guilty pleasure un Pocket Coffee. E alla domanda su cosa cucinerebbe a un primo appuntamento, Bowerman risponde senza esitazioni: “Un veleno, così non vado avanti”. Una battuta che chiarisce il suo rapporto con la cucina: niente seduzione, nessuna concessione sentimentale, ma controllo e lucidità.

Tra i momenti di cui si dice più orgogliosa, Bowerman ricorda anche esperienze lontane dal fine dining, come il lavoro in comunità locali in India, dove il cibo torna a essere essenziale: “Lì smette di essere performance e torna a essere nutrimento”.

Questo ritratto prende forma all’interno di “Madeleine, la cucina ricorda”, il progetto narrativo di HQF Studio scritto e condotto da Elisa del Mese e prodotto da Podstar. La memoria del gusto diventa qui una chiave per rileggere l’alta cucina italiana attraverso le storie di dieci chef protagonisti della scena contemporanea: Enrico Bartolini, Andrea Berton, Stefano Baiocco, Antony Genovese, Angelo Troiani, Isabella Potì, Roberto Di Pinto, Giuseppe Di Iorio e Giulio Zoli, tutti chiamati a sospendere il racconto della carriera per tornare ai sapori che ne hanno segnato l’origine, in un percorso ispirato alla madeleine di Marcel Proust e al concetto di memoria involontaria.

La puntata dedicata a Cristina Bowerman in cui scoprire tante altre curiosità inedite è disponibile da oggi su Spotify e su tutte le principali piattaforme di streaming.


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