Di seguito un comunicato diffuso dalla Regione Puglia:
“Esprimiamo soddisfazione per l’accordo raggiunto al tavolo. Ringrazio l’azienda e le organizzazioni sindacali per il senso di responsabilità e la disponibilità dimostrati, elementi indispensabili per il conseguimento di questo risultato. L’intesa consentirà ai lavoratori, che in queste settimane hanno manifestato anche in forme estreme, di tornare a condizioni di maggiore serenità e permette al sindacato di riappropriarsi pienamente del proprio ruolo negoziale, ruolo che l’azienda ha riconosciuto e dichiarato di voler valorizzare”. Così l’assessore allo Sviluppo economico e Lavoro, Eugenio Di Sciascio, a margine del tavolo convocato dalla task force Occupazione (Sepac), presieduta da Leo Caroli, con i vertici dell’azienda Vestas Italia e i sindacati. All’incontro hanno preso parte, altresì, il vice sindaco di Taranto, Mattia Giorno, e la direttora del Dipartimento regionale al ramo, Gianna Elisa Berlingerio.
Rispetto all’annunciata volontà aziendale di spostare a San Nicola di Melfi il magazzino del materiale utile alla manutenzione degli impianti, Vestas Italia si è impegnata a differire di 30 giorni il termine temporale entro il quale realizzare il piano. Ciò al fine di consentire la ripresa delle relazioni industriali e del confronto con i sindacati. E ciò con particolare riferimento alla condivisione dei criteri di valorizzazione della platea prioritaria di riferimento, rappresentata dai 32 lavoratori coinvolti, per i colloqui utili al loro possibile inserimento lavorativo presso l’attiguo stabilimento produttivo della sorella Vestas Blades.
Il sindacato si è impegnato a portare al vaglio dell’assemblea la soluzione al fine della sospensione dello stato di agitazione.
“Già il prossimo 3 febbraio – fa sapere il presidente del Sepac, Leo Caroli – le parti hanno convenuto di incontrarsi in sede confindustriale per perfezionare l’intesa. E questo un importante risultato. L’azienda ha difatti manifestato un’apertura significativa: avviare un confronto vero con il sindacato sui criteri dei colloqui e garantire che nulla venga spostato dallo stabilimento nei prossimi 30 giorni. Questo consente di abbassare la tensione e di lavorare nel merito, restituendo centralità alle relazioni industriali e alla tutela delle professionalità coinvolte”.
L’assessore Di Sciascio ha, infine, dato indicazione di rendere permanente il tavolo Sepac “per monitorare gli sviluppi della vertenza – sottolinea l’assessore – e per traguardare a tutte le conferme necessarie utili a radicare ulteriormente il Gruppo Vestas a Taranto, sia per ciò che attiene le attività produttive strettamente industriali sia per quelle amministrative e attinenti alle manutenzioni”.
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Di seguito un comunicato diffuso da Mario Turco, senatore (M5S):
“Quest’oggi ho depositato un’interrogazione al Ministro dell’Industria e del Made in Italy a proposito della decisione di Vestas Italia di chiudere magazzino, training center e attività di reparation blades dello stabilimento di Taranto, con il contestuale trasferimento forzato di tali asset a San Nicola di Melfi (Potenza), a partire dal 1° marzo 2026. Hanno ragione i lavoratori a parlare di “licenziamento mascherato”, in quanto il trasferimento a oltre 200 chilometri di distanza si configurerebbe incompatibile con la tutela della continuità occupazionale e con il diritto alla vita familiare dei lavoratori coinvolti. Mentre continua lo sciopero a oltranza indetto dai sindacati, è impossibile non pensare che la vertenza Vestas si inserisce in un contesto territoriale già gravemente segnato da crisi industriali, occupazionali e ambientali, rispetto al quale lo Stato ha più volte assunto impegni formali di reindustrializzazione, tutela del lavoro e riconversione produttiva, senza però trasformare le parole in fatti concreti. A tal proposito, considerando il silenzio del Governo sul tema, come M5S chiediamo al Ministro Urso se sia a conoscenza di tale vertenza e delle attuali tensioni sociali in essere e se intenda attivare con urgenza un tavolo di crisi nazionale presso il dicastero, coinvolgendo l’azienda, le organizzazioni sindacali, la Regione Puglia e gli enti locali interessati. In concreto, si domanda ad Urso quali iniziative intenda assumere per ottenere la sospensione immediata della procedura di trasferimento, al fine di consentire un confronto reale su soluzioni alternative che salvaguardino i livelli occupazionali e se ritenga compatibile con gli indirizzi nazionali in materia di transizione ecologica, politiche industriali e coesione territoriale la scelta di una multinazionale delle rinnovabili di ridimensionare la propria presenza nel Mezzogiorno, trattando un sito produttivo come una semplice variabile logistica. In più, risulta a questo punto imprescindibile sapere se Vestas Italia abbia goduto di contributi pubblici, incentivi, agevolazioni o benefici diretti o indiretti, e se tali strumenti siano stati subordinati a vincoli occupazionali o territoriali e quali misure il Ministro in indirizzo intenda adottare per evitare che Taranto continui a pagare il prezzo delle strategie industriali delle multinazionali, senza adeguate tutele per lavoratrici e lavoratori e per il tessuto economico locale”. Lo afferma in un comunicato stampa il Sen. Mario Turco, Vicepresidente del M5S e Componente della Commissione Parlamentare d’Inchiesta sul Sistema Bancario, Finanziario e Assicurativo.






