A metà mattinata le raffiche di burrasca hanno rispettato in pieno le previsioni riguardanti la zona centromeridionale della Puglia. In una mattina domenicale che complessivamente è stata molto ventilata la maggiore velocità del vento è stata registrata alle 9,45 ad Ugento: sfiorati i 57 chilometri orari, secondo le rilevazioni della protezione civile. Il tacco d’Italia nel suo vertice, all’incrocio fra Ionio e Adriatico, è stato il pezzo di territorio regionale maggiormente sferzato dal vento (nelle previsioni abbinato alla pioggia) ma anche nelle interne le raffiche non hanno scherzato, come quelle fino a circa 41 chilometri orari di Martina Franca.
(immagine: tratta da schema diffuso dal dipartimento della protezione civile della Puglia)
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Di seguito un comunicato diffuso da Coldiretti Puglia:
Sono stati 1.687 gli interventi per alberi pericolanti effettuati in Puglia, numeri che parlano chiaro e che non possono essere archiviati come semplice emergenza meteo. È l’allarme lanciato da Coldiretti Puglia sulla base dei dati contenuti nell’Annuario statistico 2025 del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, mentre è allarme giallo in Puglia della Protezione Civile, con venti forti (50-70 km/h) da sud-est di Scirocco sull’intera regione, con raffiche intense soprattutto nel Basso Salento e coste ioniche.
Un bollettino che fotografa una situazione strutturale di fragilità del verde urbano, non solo l’effetto di qualche raffica di vento in più. Le piante cadono – evidenzia Coldiretti Puglia – anche per scelte sbagliate delle essenze, non adatte al clima, al terreno o alla collocazione urbana, ma anche per errori sulle dimensioni e sul rispetto delle distanze, indispensabili per un corretto sviluppo dell’apparato radicale. A pesare più di tutto è la mancanza di una manutenzione adeguata, con potature spesso improvvisate e prive della necessaria professionalità.
Il problema non è solo la sicurezza, ma il futuro delle città, con l’opportunità offerta dal PNRR attraverso la misura dedicata alla “Tutela e valorizzazione del verde urbano ed extraurbano” prevedeva la messa a dimora di circa 6,6 milioni di alberi in tutta Italia entro la fine del 2024, con particolare attenzione alle aree metropolitane e periurbane. Un obiettivo ambizioso che però si è scontrato con criticità concrete, dalla carenza di piantine nei vivai ai vincoli tecnici dei progetti, portando in alcuni casi a una rimodulazione degli interventi. Resta comunque centrale l’impegno a programmare nei prossimi anni decine di milioni di nuove piante. In Puglia, ad esempio, solo nella provincia di Bari sono previsti circa 180.000 nuovi alberi grazie a investimenti PNRR destinati alla forestazione urbana e al recupero di aree degradate o colpite da incendi.
Per contrastare davvero i cambiamenti climatici – sottolinea Coldiretti Puglia – bisogna intervenire in modo strutturale sugli ambienti metropolitani, ripensando lo sviluppo delle città e favorendo la diffusione del verde pubblico e privato. Anche perché la dotazione di verde urbano in Puglia resta insufficiente: nella maggior parte dei comuni non si superano i 10 metri quadrati per abitante, con una situazione particolarmente critica nei grandi centri. Si passa dai 9,2 metri quadrati di Bari ai 9 di Foggia, dai 14,4 di Taranto ai 9,6 di Lecce, fino agli 11,9 di Brindisi, secondo i dati Istat.
Il principio guida è semplice ma troppo spesso ignorato, “piantare l’albero giusto al posto giusto”, valorizzando le specificità territoriali e puntando esclusivamente su piante e fiori Made in Italy. Il verde non è un elemento decorativo, ma una vera infrastruttura urbana: una pianta adulta può catturare dall’aria tra i 100 e i 250 grammi di polveri sottili, mentre un ettaro di vegetazione è in grado di assorbire fino a 20mila chili di anidride carbonica (CO₂) all’anno, come evidenzia un’analisi Coldiretti.









