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Caminamenti: esordio per l’orchestra popolare di via Leuca Nata nel cuore multietnico di Lecce

Orchestra Popolare di Via Leuca

Di seguito il comunicato:

Un ensemble aperto che mette al centro il dialogo tra culture, la valorizzazione delle diversità e la creazione collettiva: è in distribuzione l’album d’esordio dell’Orchestra Popolare di via Leuca. Disponibile su tutte le piattaforme online e con un prezioso leporello con originali cartoline illustrate da Alberto GiammarucoCaminamenti è appena uscito per la casa editrice Kurumuny, anche grazie all’omonimo progetto dell’associazione Uasc, vincitore dell’avviso Iniziative per la Pace e lo Sviluppo delle Relazioni tra i Popoli del Mediterraneo della Regione PugliaNata nel 2014 nel cuore multietnico di Lecce, questa Orchestra lavora sulla tradizione musicale del Salento e del Mediterraneo, aprendosi a contaminazioni globali, sonorità contemporanee e nuovi linguaggi. L’esperienza intreccia discipline e attività collaterali, trasformando la musica in uno strumento di incontro, crescita e comunità. 
 
Caminamenti Orchestra Popolare di via Leuca (Kurumuny)Caminamenti è l’esito di un percorso di formazione, collaborazione e coinvolgimento che si fa produzione discografica. Più che un album, è un laboratorio artistico e sociale coerente con l’identità del gruppo. La direzione artistica è della cantante Raffaella Aprile, la direzione musicale di Rocco Nigro (arrangiamenti, orchestrazione e fisarmonica), con l’assistenza di Giuseppe Spedicato (basso acustico, elettrico e basso tuba). L’organico dell’orchestra è completato dalle voci di Meli Hajderaj (Albania), Ramesh Pitchchi (Sri Lanka), George John Oudour (Kenya) e Dario Muci, dalle percussioni di Meissa Ndiaye (Senegal – djembe e droma), Richard Ghathiomi Murigu (Kenya – tamburi africani – doun doun), Francesco De Donatis (tamburi a cornice – tamburello e duff persiano), Alessandro Monteduro (shaker, cymbals e calabash), Gianni Gelao (flauto dolce soprano e contralto, doppio flauto, bifara, bouzouki irlandese), la danza di Keba Seck (Senegal) e Laura De Ronzo. Ospiti dei nove brani del disco sono Ziad Trabelsi (Tunisia – oud e voce), Redi Hasa (Albania – violoncello), Antonio Castrignanò (voce e tamburello, duff e karkab), Emanuele Licci (voce e bouzouki greco), Giorgio Distante (tromba), Giovanni Chirico (sax soprano, contralto e baritono) e Valerio Daniele (chitarra elettrica), che ha curato anche riprese, missaggio e mastering da Chora studi musicali (Calimera – Le).

«Tutto è nato dall’incontro con le persone e le culture che abitano il quartiere. Ascoltando lingue, canti e riti diversi, abbiamo lasciato che la tradizione salentina si aprisse a nuovi orizzonti, intrecciandosi con suoni e ritmi arrivati da lontano. Dai luoghi di preghiera alle feste di comunità, il lavoro è cresciuto come un’esperienza condivisa, in cui musica e danza si tengono per mano e diventano spazio di relazione tra radici locali e presenze internazionali», racconta Raffaella Aprile. «In questo viaggio le voci hanno imparato a muoversi insieme, attraversando timbri, colori e pulsazioni che raramente si incontrano. Le percussioni africane e il canto salentino trovano un equilibrio naturale, frutto di un cammino lungo e paziente. Caminamenti restituisce proprio questo: il tempo di un laboratorio sempre aperto, che negli anni ha dato forma all’identità dell’Orchestra popolare di Viale Leuca», aggiunge Rocco Nigro. 

La tracklist comprende Chaiyya Chaiyya, brano indiano tratto dalla colonna sonora del film bollywoodiano Dil Se (musiche di A. R. Rahman e testi di Gulzar), con influenze dal folk-pop e dalla poesia in lingua Urdu, i pezzi albanesi Kaçurrelat e tu e Oi moj bukuroshe, la tarantella araba Stanna (scritta e musicata dal tunisino Ziad Trabelsi), Mbio mbio itangazeni (in lingua swahili che rimanda a un noto canto cristiano/gospel), i tradizionali salentini De notte | TrainieriMara la fatia (firmato da Antonio Castrignanò), Centueuna (Dario Muci), le canzoni in griko Malìa e To traùdi tos traudìo (testo Vito Domenico Palumbo, musica Salvatore Cotardo).

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