Sette ore di confronto serrato, decine di interventi, emendamenti, sospensioni e trattative fino all’alba. Il nuovo regolamento comunale sulla movida è stato approvato dal Consiglio comunale solo alle quattro del mattino, al termine di una delle sedute più lunghe e tese degli ultimi mesi. Un provvedimento, nelle intenzioni del governo, destinato a cambiare il volto della movida leccese, soprattutto nel centro storico, ma che alla fine ha trovato un punto di equilibrio grazie a una mediazione condivisa tra maggioranza e opposizione sul tema più discusso: il consumo di bevande all’esterno dei locali.
L’emendamento che ha evitato lo scontro definitivo porta la firma della presidente della commissione Cultura e Turismo Sofia Lupo ed è stato sottoscritto trasversalmente anche da consiglieri di minoranza. La novità più importante riguarda proprio la possibilità di continuare a passeggiare con una bevanda tra le mani nelle strade della città, purché servita in bicchieri biodegradabili.
Restano invece consentiti i calici di vetro all’interno dei locali e nelle aree autorizzate, dehors compresi. Chi però si trova all’esterno o consuma bevande fuori dagli spazi concessi dovrà utilizzare esclusivamente contenitori biodegradabili.
“In questi mesi ho ritenuto doveroso ascoltare le istanze, le difficoltà e le preoccupazioni di tanti esercenti che operano con serietà e responsabilità – ha spiegato Sofia Lupo – Ho ritenuto necessario presentare questo emendamento con l’obiettivo di evitare che, per colpa di pochi che non rispettano le regole, si finisca per penalizzare anche chi svolge il proprio lavoro con professionalità e correttezza”.
L’assessore alle Attività produttive Gabriella Margiotta ha difeso l’impianto del regolamento, respingendo le accuse di voler “spegnere” la movida cittadina. “Non è nostra intenzione limitare la movida, che è una cosa bella, ma regolarla. Dobbiamo essere rigorosi, non proibitivi. Parliamo di responsabilità sociale d’impresa e prevenzione, attraverso una gestione corretta degli spazi pubblici e il contenimento dell’abuso di alcol, dell’inquinamento acustico e degli atti vandalici”, ha dichiarato durante il dibattito.
Il regolamento introduce anche un sistema di premialità per gli esercenti che garantiranno servizi di vigilanza privata e standard di sicurezza più elevati. I locali considerati virtuosi potranno infatti restare aperti fino alle 3 di notte, mentre gli altri dovranno chiudere all’1. “Gli addetti alla sicurezza non sono forze di polizia, ma un supporto ulteriore per scoraggiare comportamenti illeciti”, ha aggiunto Margiotta, ricordando anche l’obbligo per gli esercenti di mantenere pulita l’area entro dieci metri dal locale e di garantire sempre l’accesso ai servizi igienici.
La stretta più severa riguarda però la vendita notturna di alcolici. Nelle aree considerate più sensibili per la movida, dal centro storico a piazza Mazzini fino a via Taranto, i minimarket dovranno chiudere dalle 22 alle 6 del mattino. Nelle altre zone scatterà comunque il divieto di vendita di alcolici nelle stesse fasce orarie. Dopo le 22 stop anche all’asporto di bevande alcoliche per bar, gelaterie, pizzerie e attività di street food, mentre resterà consentita la vendita da asporto di acqua e bevande analcoliche.
Durissimo il confronto politico in aula. Il capogruppo Pd Paolo Foresio ha parlato di un regolamento che “rischia di colpire in maniera irreversibile tante attività commerciali”, sostenendo che “per gli eccessi di pochi si finisce per penalizzare tutti”. Ancora più articolata la posizione del capogruppo di Lecce Città Pubblica Sergio Della Giorgia, che ha contestato soprattutto l’impostazione generale del testo.
“Ci siamo confrontati evitando posizioni ideologiche per affrontare, con equilibrio, un tema complesso che riguarda residenti, attività commerciali, turismo e sicurezza urbana – ha dichiarato – L’errore di fondo è pensare di poter governare un fenomeno urbano complesso moltiplicando norme, prescrizioni, obblighi, procedure tecniche e poteri discrezionali”. Secondo Della Giorgia, il Comune non avrebbe oggi strumenti e personale sufficienti per garantire controlli efficaci. “Chi ha senso civico e ha sempre rispettato le regole finirà per subire tutto il peso di questo regolamento rigido e burocraticamente molto complesso; chi invece opera senza alcun rispetto delle norme continuerà probabilmente a farlo”. Critiche anche al sistema della premialità legata alla sicurezza privata: “Si rischia una crescente privatizzazione della gestione dello spazio pubblico e della sicurezza urbana, con evidenti disparità tra attività economicamente più forti e realtà più piccole”.
Dalla maggioranza è arrivata invece la difesa compatta del provvedimento. Il capogruppo di Fratelli d’Italia Andrea Pasquino ha rivendicato “l’ascolto delle associazioni di categoria e il mantenimento della libertà di consumo”, sottolineando anche l’ampliamento degli orari per le attività musicali e la riduzione dei tempi per ottenere autorizzazioni agli eventi.
Nel finale del confronto è intervenuta più volte la sindaca Adriana Poli Bortone, che ha rivendicato la scelta di approvare il regolamento attraverso il Consiglio comunale “anziché con semplici ordinanze, come avvenuto in passato”. “Il regolamento è perfettibile e non avremo paura di modificarlo se necessario”, ha assicurato la prima cittadina, annunciando anche un monitoraggio costante sull’applicazione delle nuove norme.
Alla fine, dopo una notte di tensioni e trattative, è stato raggiunto il compromesso di consentire alle attività di somministrazione, come i pub della movida, di poter servire bevande d’asporto dentro contenitori di plastica biodegradabile. (leccesette.it)









