Di seguito un comunicato diffuso dalla polizia:
Nella notte del 22 luglio, grazie anche al costante scambio info-investigativo con le altre Forze dell’Ordine, è stata acquisita la notizia dell’assalto all’ATM della BdM Banca – Gruppo Mediocredito Centrale, sito a Cassano delle murge, perpetrato da un gruppo di soggetti a bordo di un’Alfa Romeo Giulietta di colore amaranto, che, subito dopo il colpo, era diretta verso Canosa di Puglia.
Gli operanti della Questura di Barletta Andria Trani sono quindi riusciti a intercettare l’autovettura segnalata, ormai giunta nel luogo di destinazione, dove si è proceduto al controllo e alla perquisizione del veicolo e dei suoi occupanti.
L’attività di Polizia Giudiziaria ha consentito di accertare che all’interno dell’autovettura (già oggetto di furto) era presente un sacco contenente numerose banconote, alcune delle quali danneggiate dall’intervenuta deflagrazione, per un valore superiore a 35000 euro. Sono state inoltre rinvenute stampe direttamente riconducibili all’ATM e componenti metalliche dello stesso sportello.
La perquisizione è stata estesa al luogo in cui era giunta la vettura dove è stato rinvenuto materiale esplosivo utilizzabile per la preparazione delle cosiddette “marmotte”, oltre a bilancini, candelotti svuotati e ulteriore materiale ritenuto funzionale alla produzione artigianale degli ordigni impiegati in questa tipologia di assalti.
Nel tentativo di sottrarsi al controllo, gli indagati avrebbero opposto resistenza agli agenti intervenuti, che sono comunque riusciti a bloccarli e a procedere al loro arresto in flagranza di reato.
Su disposizione della Procura della Repubblica di Trani, tutti e quattro gli arrestati sono stati associati presso la Casa Circondariale di Trani, dove si è celebrata l’udienza di convalida davanti al G.I.P. e su richiesta della Procura della Repubblica è stata emessa ordinanza di custodia cautelare in carcere per tutti e quattro gli indagati.
Si precisa che i provvedimenti adottati nel corso delle indagini non sono definitivi e che gli indagati non possono essere considerati colpevoli fino a quando la loro responsabilità non sia stata accertata con sentenza irrevocabile.






