La Corte d’appello di Lecce ha sentenziato che il Comune di Taranto non dovrà restituire 250 milioni di euro di prestito obbligazionario a Banca Intesa per l’operazione dei buoni ordinari comunali voluta dalla sindaca dell’epoca (2004) Rossana Di Bello, la prima donna a ricoprire quella carica a Taranto, con il vicesindaco Michele Tucci. I buoni ordinari comunali erano statiuutilizzati per estinguere finanziamenti per 142 milioni di euro di Cassa depositi e prestiti e per realizzare opereppubbliche in quartieri periferici, per i restanti 108 milioni di euro. La vicenda giudiziaria andava avanti da oltre venti anni e nel 2019 la Cassazione dispose il rinvio alla Corte d’appello di Lecce per la sentenza definitiva.
Oggi il sindaco Piero Bitetti ha tenuto una conferenza stampa per commentare la sentenza che in pratica salva il Comune di Taranto da un secondo dissesto finanziario dopo quello comunque patito, per anni, dal Comune di Taranto proprio per la vicenda boc su provvedimento (2006) del governo Prodi. Fra l’altro, grazie alla sentenza odierna, vengono sbloccati circa 40 milioni di euro che erano già stati accantonati per un eventuale esito negativo del contenzioso.
È il caso che finalmente Rossana Di Bello torni ad essere considerata ciò che per lungo tempo della sua amministrazione fu, ovvero tra i migliori sindaci della storia di Taranto.






