Di Franco Presicci:
L’Associazione regionale pugliesi a Milano ha radici che risalgono agli anni ‘20. Ma rispetto a quella di oggi era come un terremo poco coltivato. Era presieduta da valenti professionisti, stava in via Torino, dove si allestivano, tra l’altro, mostre di pittura figurativa, ma dal tempo del trasloco da piazza Duomo in via Pietro Calvi ha accumulato energie e accresciuto la voglia di fare. Quando al comando c’era Dino Abbascià, illuminato imprenditore ortofrutticolo, che, venuto a Milano da Bisceglie all’età di 13 anni, dopo essere stato garzone in un negozio di frutta e verdura e nelle ore libere venditore di gelati in un teatro, fondò un impero, avendo alte capacità manageriali ed enorme competenza nel settore che praticava. Con Abbascià le iniziative si susseguivano con ritmo veloce, grazie anche al dinamismo e all’inventiva di Pino Selvaggi, scrittore e studioso di antropologia, infaticabile e disponibile a galvanizzare i collaboratori. Scomparso l’indimenticabile Abbascià, il timone è passato dunque al generale Camilo De Milato e i pugliesi hanno proseguito a tenere aperto il loro cantiere, fabbricando tutta una serie di eventi di notevole interesse e ad un ritmo più spedito.

L’unione fa la forza, l’intelligenza illumina, il dinamismo e il sapere danno i loro frutti. Continuano le gite culturali, i soci rispondono sempre con entusiasmo e l’Associazione va avanti tra consensi e ispirazioni. A Milano sono una piccola città, si sono affermati a qualunque livello, molti sono in plancia, altri no, sempre con orgoglio e soddisfazione.
I pugliesi hanno contribuito a far grande il capoluogo lombardo, che di meriti ne ha moltissimi anche per aver dato i natali a campioni della cultura, del teatro, dell’arte… Tra i primi a condurre il bastimento fu l’avvocato Alfredo Violante (che era anche giornalista stimato da Matilde Serao). Con Violante, altri professionisti. Poi arrivò il commercialista Giacomo Lezoche, che era di Trani, e con lui lo scrittore Nino Palumbo, di Trani anch’egli, tra l’altro vincitore del Premio Deledda. Scrisse anche “Impiegato d’imposte”, edito da Mondadori, “Pane verde”, per i tipi di Parenti e altri volumi. In seguito Palunbo si trasferì a San Michele di Pagana, ma rimase legato a Milano, dove tornava per assistere a una manifestazione o per incontrare amici.

Chi non conosce a Milano e altrove l’Associazione regionale Pugliesi alzi la mano. Una delle volte che ci sono stato, vi ho trovato appesi al muro una decina di quadri, reduci da una mostra di un artista consacrato, Antonio Mellone, di Maglie, un grande talento e un gentoluomo. Mellone era un pugliese doc. e lavorava al “Giorno”, dove faceva ritratti, mappe e ogni tipo di illustrazioni e ricostruzioni di grandi fatti di cronaca con la sua matita icastica, incisiva, che dominava le pagine del giornale.
Tra i soci illustri dell’Associazione, ricordo il professor Ferruccio Miraglia di Castellaneta (la città natale di Rodolfo Valentino), in provincia di Taranto, autore di libri sulla terapia del dolore e su altro, grande innovatore all’ospedale Castelvetro. Un nome illustre. Insomma a Milano l’Associazione regionale pugliesi non è soltanto un luogo di incontro di persone che vi si sentono a casa, ma è anche una palestra in cui ognuno può allargare i suoi orizzonti culturali, conversare e farsi parte attiva nell’organizzazione, che accoglie tutti coloro che hanno piacere e interesse a conoscere e frequentare altri corregionali.
Quando potevo muovermi e quindi frequentavo assiduamente via Pietro Calvi, ho intercettato tante persone, tra cui questori, magistrati, imprenditori, attori (come Gerardo Placido, direttore del Teatro di Lodi, una lunga carriera in teatro, in televisione e nel cinema), artisti, scrittori, come Beppe Lopez, autore di “Capatosta”, che venne presentato nel salone di rappresentanza dell’Unione Commercianti di corso Venezia. E anche l’avvocata Annamaria Bernardini De Pace, che fa anche la giudice su Canale 5 nella trasmissione di Barbara Palombelli. La De Pace aveva il ruolo di presidente onoraria.
L’associazione è il tempio milanese dei pugliesi e un luogo di arricchimento. Giuseppe Selvaggi, di Bisceglie, è il celebrante. (tra poco verrà pubblicato un altro suo saggio). L’ho visto all’opera anche al Teatro Urban, in via Vittorio Veneto, al Premio “Ambasciatore Terre di Puglia”, che recentemente è stato assegnato nella sede dell’Auditorium Testori della Regione Lombardia. Assistetti alla cerimonia di consegna del prestigioso riconoscimento a Renzo Arbore e l’anno successivo alle donne del vino di Manduria, quindi a Teo Teocoli, che è nato a Taranto, in via Dante.
L’Associazione, che riunisce e coinvolge i pugliesi di Lombardia, collabora con altre realtà associative e culturali, quali “Arte e Musica insieme”, che fa concerti gratuiti nella periferia milanese. E che dire de “La Puglia che ti piglia”, il primo villaggio pugliese itinerante? Tutti questi eventi hanno il laboratorio nella Casa delle Associazioni e del volontariato in Zona 1, precisamente in via Marsala 8/10 a Brera – la Brera in cui brillano ancora i nomi del baritono Giuseppe Zecchillo, del Bar Giamaica, della latteria delle pie sorelle Pirovini, dove il pittore albanese Ibrahim Kodra negli anni giovanili aveva un conto chilometrico, allungato per la sua grande generosità anche verso i giovani artisti come lui; la Brera di Emilio Tadini, Quasimodo, Confalonieri, Guttuso, Carrà… – . E qui che nascono e si sviluppano le idee, alcune in collaborazione con altre realtà, come il “Fuori Bit” con la rivista “Spiagge” della giornalista Carmen Mancarella, che opera giù, nel Salento; “Volti della metropoli”, appuntamento fissato all’unisono con l’Osservatorio Metropolitano di Milano, che si pone l’obiettivo di conoscere e far conoscere i protagonisti della vita culturale sociale e imprenditoriale che operano nel capoluogo lombardo. Queste, ripeto, sono soltanto alcune delle imprese firmate dal sodalizio, che riempie le pagine della sua storia.







