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Basilicata, rischio paralisi per i fondi europei Simonetti, esponente Cseres

bruxelles parlamento europeo

Di Nino Sangerardi:

“Quello che sta scuotendo gli uffici della Regione non è un semplice ritardo burocratico, ma un terremoto istituzionale che rischia di travolgere il futuro della Basilicata. Una lettera ufficiale della Commissione Europea, datata 27 febbraio 2026, ha formalizzato l’interruzione dei pagamenti per il Programma Regionale FESR FSE+ 2021-2027. È l’attivazione dell’Articolo 96 del Regolamento (UE) 2021/1060 (Common Provisions Regulation – CPR), una misura cautelativa che l’Europa adotta quando le “garanzie” fornite da un’amministrazione smettono di essere credibili a causa di gravi carenze sistemiche”.

È quanto sostiene Pietro Simonetti, esponente del Centro Studi e Ricerche Economiche e Sociali (Cseres).

 

Che cosa hanno riscontrato i dirigenti dell’Unione Europea?

 

Simonetti risponde quanto segue : ” Gli ispettori di Bruxelles, dopo un audit effettuato a fine 2025, hanno messo nero su bianco l’esistenza di “gravi carenze” nel sistema di gestione e controllo. Non si tratta di errori isolati, ma di una debolezza che tocca i “requisiti fondamentali” della governance: dalla selezione dei progetti alla trasparenza degli appalti.

Dai documenti emerge un quadro di vulnerabilità diffusa che tocca settori strategici.

 

Quali contestazioni della Commissione europea alla Regione?

 

Diverse. Per esempio, il caso dell’informatica sanitaria: sono state rilevate irregolarità su forniture di software e hardware destinate a strutture ospedaliere regionali. Secondo gli auditor, queste operazioni sarebbero state completate e collaudate molto prima della richiesta di finanziamento UE, violando le norme sulla “retroattività” della spesa.

I presunti controlli “fantasma”: in diversi progetti campionati — che spaziano dal Fondo di Microfinanza ai servizi per il lavoro — le liste di controllo che dovrebbero garantire la regolarità delle operazioni sono risultate prive di firme e date.

Sotto la lente dell’UE, gli appalti: sono state riscontrate violazioni nelle norme sul subappalto e l’utilizzo di criteri di selezione definiti “restrittivi”, che avrebbero limitato la partecipazione delle imprese alle gare.

E, per concludere, assenza di “doppio controllo”: Bruxelles mette in luce la mancanza di procedure formali che garantiscano la qualità delle scelte amministrative, evidenziando un rischio di applicazione incoerente delle regole.

 

Quindi l’Unione Europea invita a svolgere una verifica?

 

La Commissione non si accontenta di correggere i 1,7 milioni di euro già individuati. Il documento impone alla Regione di avviare una massiccia operazione di verifica a campione su tutte le spese già dichiarate negli esercizi contabili 2024-2025 e 2025-2026. L’obiettivo è oltremodo singificativo: verificare se gli stessi errori riscontrati dagli ispettori europei siano presenti anche nel resto del programma. Solo dopo aver effettuato questi controlli supplementari e aver applicato le necessarie rettifiche finanziarie, la Regione potrà sperare di tornare a dichiarare nuove spese a Bruxelles.

 

C’è il rischio di una paralisi nell’utilizzo dei Fondi Europei?

 

L’impatto di questo stop è immediato: queste spese sono già state oggetto di richiesta di rettifica, ma l’interruzione colpisce potenzialmente l’intero programma. Per i prossimi sei mesi (o fino a quando non saranno adottate misure correttive drastiche), la Basilicata non riceverà rimborsi dall’Europa.

Questo significa che la Regione dovrà anticipare di tasca propria i soldi per non fermare i cantieri, i servizi e il sostegno alle imprese, mettendo sotto stress un bilancio regionale già fragile? Se la risposta della Giunta non sarà rapida ed efficace, il rischio è che l’interruzione si trasformi in sospensione definitiva, portando alla perdita irrimediabile delle risorse per il territorio.

Resta una domanda di fondo sulla capacità amministrativa del sistema regionale: la Basilicata possiede oggi le competenze e la trasparenza necessarie per gestire la complessità dei fondi 2021-2027, o siamo davanti a un deficit di governance che rischia di farci perdere l’ultimo treno dell’uso corretto delle risorse europee?

La gestione anche di fondi UE rimane un tema sottovalutato dal Consiglio Regionale,dalle parti sociali e dal Terzo settore.

L’incredibile blocco operato dalla Giunta dei Fondi assegnati per i Centri di accoglienza dei lavoratori stagionali,15 milioni disponibili da 5 anni, e’ un esempio concreto di non oculata amministrazione, e spreco di pubblico denaro.

Il silenzio generale in corso sulla decisione di sospensione,a parte una interrogazione, testimonia e indica il declino istituzionale poitico sindacale e di controllo in Basilicata.

 

 

 


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