Di Nino Sangerardi:
La Strategia della Regione Puglia iguardo le Aree Interne coinvolge 55 Comuni e investe 75,3 milioni di euro per rafforzare servizi, sviluppo e attrattività dei territori più fragili. Concluso il tour nelle cinque Aree Interne, sono state raccolte 66 schede di mappatura : una prima fotografia delle realtà presenti e dei fabbisogni delle Aree Interne.
Dalle risorse ai progetti, dall’ascolto delle comunità alla costruzione di nuove opportunità per chi vive, lavora e investe nei territori più fragili :sono i principali temi affrontati durante la giornata “Aree Interne – La strategia della Puglia per i territori più fragili”, che si è svolta nel Padiglione 152 della Fiera del Levante, nell’ambito del programma regionale “Tutta la Puglia, abbiamo un programma da realizzare”.
La Strategia per le Aree Interne (SRAI) è lo strumento con cui la Regione Puglia accompagna il rafforzamento dei territori caratterizzati da maggiori fragilità demografiche, infrastrutturali e nell’accesso ai servizi, puntando sulla valorizzazione delle loro risorse e sulla costruzione di nuove opportunità di sviluppo. Programma che interessa, nello specifico, le seguenti Aree Interne : Alta Murgia, Gargano, Monti Dauni, Sud Salento e Alto Salento.
La giornata in Fiera rappresenta un passaggio importante di questo percorso: dopo il confronto avviato direttamente nei territori con amministratori, realtà economiche e sociali, associazioni e cittadini, la Regione restituisce una prima sintesi del lavoro svolto attraverso il tour nelle cinque Aree Interne, concluso nelle scorse settimane. Un percorso di ascolto e partecipazione pensato non soltanto per illustrare il nuovo ciclo della Strategia e quanto realizzato nella precedente programmazione, ma soprattutto per raccogliere bisogni, idee e proposte utili alla costruzione degli interventi futuri.
Il primo risultato di questo lavoro è rappresentato dalle 66 schede di mappatura raccolte durante gli incontri territoriali, che restituiscono una prima fotografia delle realtà presenti nelle Aree Interne e delle loro esigenze. La partecipazione ha coinvolto prevalentemente enti del Terzo settore, pari al 53% dei soggetti, seguiti da imprese e cooperative sociali (19,7%) e da gruppi informali e GAL (16,7%). L’area con il maggior numero di adesioni è il Sud Salento, con il 39,4%, seguita da Gargano, Monti Dauni, Alto Salento e Alta Murgia.
Gli interventi attuativi della strategia sono già in corso: il 15 novembre 2026 scadrà il termine per la presentazione dei progetti attuativi presentati dai Comuni, dal 15 novembre al 15 dicembre si svolgeranno gli incontri negoziali per la selezione degli interventi attuativi, dal 15 dicembre ci sarà l’approvazione degli interventi, l’adozione degli impegni contabili, la sottoscrizione dei disciplinari di attuazione con i singoli Comuni titolari degli interventi.
“Le Aree Interne non sono territori da assistere – sottolinea il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro – ma comunità nelle quali esistono energie, competenze e risorse che dobbiamo mettere nelle condizioni di crescere e creare valore. Nelle aree interne però, esiste anche forte il tema dello spopolamento, non solo in Puglia. I dati ci dicono che lo spopolamento è più forte nei piccoli comuni, ma che rappresentano la stragrande maggioranza dei comuni del nostro Paese, sono quasi il 70% e coprono il 50% della superficie. Dobbiamo adottare insieme quella che chiamiamo l’agenda del controesodo, cioè la possibilità di ripopolare quei luoghi che sono anche la ricchezza del nostro Paese. Noi proviamo a fare la nostra parte e per questo abbiamo scelto di costruire la nuova fase della Strategia partendo dal confronto diretto con chi quei territori li vive ogni giorno.
L’idea non è solo quella di mettere in relazione l’amministrazione regionale con i singoli gruppi delle aree interne, ma mettere in relazione le aree interne tra di loro e cercare di capire insieme quale può essere il percorso da intraprendere per valorizzare il territorio ma anche attrarre capitale”.
I fondi sono distribuiti tra le cinque aree in relazione alle rispettive strategie: 28,8 milioni di euro ai Monti Dauni, 13 milioni all’Alto Salento, 13 milioni al Sud Salento, 11,5 milioni al Gargano e 7,7 milioni all’Alta Murgia.
Gli interventi indicati nei programmi riguardano prevalentemente la riqualificazione e rifunzionalizzazione di immobili e spazi pubblici, la valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale e il rafforzamento della capacità di accoglienza e dell’offerta territoriale. Una sfida che va oltre la realizzazione delle infrastrutture e che riguarda la capacità di creare condizioni concrete perché le persone possano trovare servizi, opportunità, lavoro e nuove occasioni di vita nei territori interni.






