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Sei ministri oggi a Taranto per il contratto di sviluppo. E per preparare la chiusura?

Inevitabili riferimenti ad Arcelor Mittal e immunità penale

Di Maio, Bonisoli, Costa, Grillo, Lezzi e Trenta. Ovvero, i ministri di Sviluppo economico e Lavoro, Cultura, Ambiente, Salute, Sud e Difesa. Ovvero ancora, tutti esponenti del movimento 5 stelle. Tutti a Taranto oggi per il contratto istituzionale di sviluppo. È inevitabile che, al di là degli impegni che saranno presi, vengano fatte delle valutazioni in tema di siderurgico e immunità penale, con la posizione M5S ben chiara: via l’immunità penale per Arcelor Mittal dal 6 settembre. Ma industriali e sindacati, e non solo loro, non sono d’accordo. Vincenzo Cesareo, capo di Confindustria Taranto, dice che non ci sta a vedere il siderurgico nella prospettiva di fare la fine di Bagnoli o di una nazionalizzazione che verrebbe gestita, a suo dire, da un trombone prossimo alla pensione o da qualche incapace disposto a tutto. Secondo Cesareo, solo Arcelor Mittal può portare avanti il programma di ambientalizzazione con quello di una rimessa in pista della produzione. Ma i grillini, vuoi per bocca dell’eurodeputata D’Amato vuoi per bocca del deputato Cassese, hanno detto cosa pensano di immunità penale (“si ripristina la legalità”) e futuro, riqualificazione del territorio. E Di Maio che si presenta con altri cinque ministri a Taranto, sembra essere presente per capire cosa fare con una eventuale andata via da Arcelor Mittal. Che oggi non è per nulla da escludere. Anzi. Fra i partecipanti al governo la vicenda del siderurgico di Taranto è una fra le tante con diversità di vedute. I leghisti mandano i grillini a complicarsi la vita in Puglia, nel frattempo.

Oggi Di Maio inaugura anche una biblioteca a Santeramo in Colle.

(foto Francesco Manfuso: zona prefettura di Taranto blindata stamani)




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