Di seguito un comunicato diffuso dalla Guardia di finanza:
Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale Barletta Andria Trani, al termine di una mirata attività infoinvestigativa di natura economico-finanziaria, hanno individuato un laboratorio tessile completamente abusivo e
sconosciuto al Fisco che operava nel Comune di San Ferdinando di Puglia (BT).
L’attività di controllo economico del territorio, svolta senza soluzione di continuità dai militari della Tenenza di
Margherita di Savoia, nel Comune ofantino, ha permesso di osservare, nel tempo, un anomalo e significativo
flusso di persone nei pressi di un locale, al piano strada, privo di qualsiasi insegna o segno identificativo.
Approfondimenti eseguiti sulla dorsale informatica del Corpo hanno confermato che presso l’immobile non
risultava dichiarata alcuna attività economica operativa.
Pertanto, al fine di approfondire il contesto oggetto di osservazione, i Finanzieri hanno eseguito un accesso nei
locali, accertando l’esistenza di un laboratorio dedicato alla lavorazione e confezionamento per conto terzi di
materiale tessile, privo di ogni genere di autorizzazione amministrativa nonché completamente sconosciuto al
Fisco.
All’esito del controllo sono stati sequestrati n. 8 macchinari “taglia e cuci”, circa 6.500 capi di abbigliamento
semilavorati, pronti per essere ceduti, dopo la lavorazione finale, ad operatori commerciali per la successiva
vendita, oltre a materiale di consumo di varia natura e destinazione come le oltre 600 rocche di cotone. La
titolare dell’attività clandestina è stata segnalata alla competente Autorità amministrativa per l’irrogazione delle
sanzioni previste dalla normativa vigente, ammontanti fino ad 5.000,00 euro.
Inoltre è in corso la ricostruzione, da parte dei militari del Corpo operanti, dei ricavi conseguiti nell’esercizio
dell’attività, interamente sottratti a tassazione.
L’operazione di servizio testimonia l’attenzione della Guardia di Finanza, nel suo ruolo di polizia economicofinanziaria, al contrasto ad ogni forma di economia sommersa che, attraverso il ricorso alla totale inadempienza
degli obblighi fiscali, previdenziali ed assistenziali ed in assenza delle previste autorizzazioni dei vari enti, mina
la concorrenza leale, penalizzando lo sviluppo economico equo del Paese, essendo orientato alla riduzione
illegale dei costi di “struttura” per massimizzare i profitti e ottenere vantaggi competitivi impropri, sottraendo
risorse essenziali all’Erario.






