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Lucani nel mondo: il piano 2026 non operativo Simonetti

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Di Nino Sangerardi:

“Mentre la Calabria eroga oltre 5.200 borse di studio annuali strutturate, la Basilicata presenta come risposta un contributo una tantum da €4.000 destinato a studenti stranieri in arrivo — non ai Lucani all’estero. Nel frattempo i Piani diasporici sono bloccati, € 350.000 di patrimonio culturale giace in un magazzino, e € 120.000 si spendono per una passerella annuale. A fronte dello stallo che dura da anni chiediamo ai vertici  politici della Regione Basilicata risposte urgenti”.

E’ quanto rileva , in un documento, Pietro Simonetti esponente del Centro Studi e Ricerche sull’Emigrazione e Sistemi Regionali(CSERES).

“Siamo a metà del 2026– prosegue Simonetti– e la Basilicata non ha ancora reso operativo il Piano annuale 2024 per i Lucani nel Mondo, non ha concluso l’iter del Piano 2025 e non ha ancora avviato quello del 2026. Tre annualità di politiche a favore dell’emigrazione lucana di fatto inesistenti, nonostante la Legge Regionale n. 11 del 11 gennaio 2025 che le prevede e finanzia. La delibra di Giunta regionale n. 866 del 30 dicembre 2025 ha approvato il Piano 2025. Le Commissioni consiliari (IV e II) hanno espresso i loro pareri tra gennaio e febbraio 2026. I pareri sono stati trasmessi alla Giunta regionale il 3 marzo 2026. Da allora: silenzio totale”.

 

E le Associazioni dei Lucani residenti all’estero?

 

La risposta di Simonetti : ”  Attendono da mesi riscontri che non arrivano. Le borse di studio non vengono erogate. I contributi alle Associazioni diasporiche sono bloccati. La rete dell’emigrazione lucana,  costruita in decenni, rischia di sgretolarsi per indifferenza istituzionale. La risposta della Regione? Un rimbalzo di competenze. Alla richiesta urgente del CSERES di conoscere lo stato dei provvedimenti e le ragioni dei ritardi, la risposta degli uffici del Consiglio Regionale si è limitata a precisare che le Commissioni consiliari hanno esaurito il proprio compito dopo aver trasmesso i pareri alla Giunta regionale. Un passaggio di carte. Nessuna risposta di merito. Nessuna indicazione su quando i Piani diventeranno operativi. Intanto i cittadini lucani all’estero — studenti, famiglie, associazioni — restano in attesa di misure che esistono sulla carta ma non nella realtà”.

 

Dunque questioni che risalgono molto tempo addietro?

 

Simonetti racconta quanto segue : “Non si tratta di un problema recente. Ci sono voluti oltre 35 anni per costruire una rete di oltre 170 associazioni di Lucani all’estero e in Italia, che rappresentano circa 1.200.000 migranti lucani e discendenti. Sono bastati 8 anni per destrutturare questo tessuto organizzativo. Il calo delle associazioni attive ha raggiunto il 20%, con molte ormai esistenti solo sulla carta. Le ragioni sono chiare: poche iniziative, ritardi sistematici nell’approvazione dei Piani annuali, assenza di una linea guida e di innovazione. La Commissione Regionale dei Lucani nel Mondo è diventata un organo svuotato, il cui unico momento di visibilita e ridotto a un appuntamento annuale che costa oltre 120.000 euro — trasformato in una passerella di due giorni per i notabili anzichè uno spazio di lavoro per i delegati delle comunità.

A questo si aggiunge un incredibile silenzio: il programma A.D.E.L.M.O ha scannerizzato 25.000 passaporti di migranti lucani, un patrimonio storico e culturale inestimabile, costato alla collettività oltre 350.000 euro. Questo archivio non è mai stato messo in rete. Giace nei depositi regionali insieme alle mostre fotografiche del Maestro Mario Cresci, ai costumi, ai quadri e alla banca dati dei migranti lucani acquisita in Argentina. Una fuga silenziosa che nessuno contrasta. I numeri sull’emigrazione giovanile rendono ancora più urgente il quadro. Nel solo 2023, 335 giovani lucani tra i 18 e i 34 anni hanno lasciato la Basilicata per trasferirsi all’estero, risultando iscritti all’AIRE. Tra il 2011 e il 2023 sono stati 3.147. Dall’Unità d’Italia ad oggi, oltre 800.000 persone hanno lasciato la Basilicata. In questo contesto, le politiche per i Lucani nel Mondo non sono un accessorio folkloristico: sono uno strumento essenziale di coesione, identità e potenziale rientro qualificato. Bloccarle significa scegliere attivamente di non contrastare questa emorragia”.

Per concludere, ecco le richieste urgenti formulate dal CSERES:

 

–Che la Giunta regionale renda immediatamente operativo il Piano 2025, indicando tempi certi per l’erogazione delle misure previste

–Che venga chiarito lo stato del Piano 2024 e le ragioni dei ritardi accumulati

–Che venga avviato immediatamente l’iter del Piano 2026, con una roadmap pubblica e verificabile

–Che venga istituito un programma strutturale di borse di studio per i giovani Lucani all’estero — distinto e aggiuntivo rispetto alle misure ARDSU per l’internazionalizzazione — con importi adeguati e continuità pluriennale, sul modello UniCal

–Che il patrimonio A.D.E.L.M.O venga finalmente messo in rete e reso accessibile alle comunita lucane nel mondo

–Che la Regione Basilicata avvii un tavolo di confronto con le Associazioni della diaspora e con l’Università degli Studi della Basilicata per definire un programma strutturato sul modello calabrese

–Che il Presidente della Regione e l’Assessore competente rispondano pubblicamente alle Associazioni dei Lucani nel Mondo.

 

 

 



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