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Bari: sgominata banda di narcotrafficanti dai carabinieri. Traffico con Colombia e Spagna Avvocato rapinato da ex assistiti. Sequestro beni. Sequestro di botti illegali. Tentata estorsione

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Di seguito alcuni comunicati diffusi dai carabinieri:

I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Bari hanno tratto in arresto 5 persone in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari di Bari su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia. L’accusa è quella di aver importato su canali internazionali attraverso l’asse Colombia – Spagna – Milano – Bari ingenti quantitativi di cocaina ed hashish che venivano riversati sulle piazze di Bari e comuni limitrofi.

Originata dalle attività connesse alla ricerca di uno dei 100 latitanti più pericolosi d’Italia, il 35enne Alessandro De Fronzo esponente di spicco del clan “Palermiti” catturato in Spagna il 14 maggio del 2010, l’indagine ha consentito di individuare e caratterizzare i contorni di un gruppo criminale dedito al traffico internazionale di droga che in diretto contatto con trafficanti spagnoli e colombiani, è riuscito ad introdurre nel territorio pugliese ingenti quantitativi di droga. Alla base del meccanismo di importazione vi era l’apporto di camionisti che, agevolati della propria attività lavorativa “legale”, hanno consapevolmente prestato la loro opera in qualità di “corrieri”.

Nel corso della complessa attività investigativa sono stati sottoposti a sequestro complessivi 4 kg di cocaina importata dal Sud America tramite la Spagna, 450 grammi e 14 piante di hashish, una pistola semiautomatica con una trentina di cartucce e un ordigno esplosivo rudimentale.

 

ELENCO ARRESTATI:

1.      DICOSOLA Michele, barese cl.57;

2.      CALZOLAIO Francesco, barese cl. 69;

3.      CARLONE Luciano, barese cl. 69;

4.      BORRACCI Donato, di Noicattaro cl. 52;

5.      SGROI Marcello, di Desenzano del Garda cl. 52.

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corato botti illegaliDeteneva botti illegali, alcuni di questi vere e proprie “bombe artigianali” un giovane 26enne incensurato di Corato che, al controllo dei carabinieri della locale Stazione presso il suo garage, hanno rinvenuto una vera  e propria “santa barbara”. Diversi i materiali esplodenti sequestrati da parte dei militari che, per la particolare pericolosità degli stessi, si sono avvalsi  dell’ausilio del Nucleo Artificieri del Comando Provinciale dei Carabinieri di Bari per il prelievo, il disinnesco e la successiva distruzione: 15 candelotti, 2 batterie, 3 bombe carte di oltre 30 centimetri di diametro, piene di polvere pirica, una delle quali addirittura confezionata con un contenitore di plastica per aumentarne la potenza esplosiva.  Il giovane, che è stato deferito alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trani, dovrà rispondere di illecita detenzione di materiale esplosivo.

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Per mesi hanno estorto denaro, circa 3.000 euro, ad un italiano che aveva in affidamento una minorenne di nazionalità rumena con la minaccia di non fargliela più incontrare. 3000 Euro. L’uomo aveva conosciuto la famiglia della minore durante un lungo soggiorno in Romania e, nel giugno scorso, l’aveva portata con se in Italia in accordo con la famiglia di origine. Da quel momento, però, è iniziato un vero e proprio incubo, infatti la minore è scomparsa trovando ospitalità presso alcuni connazionali romeni dimoranti in Bari. Costoro hanno iniziato a chiedere denaro all’affidatario minacciandolo che non avrebbe più rivisto la ragazza qualora non avesse pagato. L’uomo ha denunciato tutto ai carabinieri della Compagnia di Bari Centro che, dopo le prime indagini avviate sotto la direzione della Procura della Repubblica di Bari, hanno rintracciato la minore che è stata affidata ad una comunità e che ora è rientrata nel paese di origine. Per gli aguzzini romeni è scattata la richiesta di custodia cautelare che il Giudice per le Indagini Preliminari ha concesso concordando con le valutazioni degli investigatori e della Procura. A finire in carcere sono stati L.T.N., romeno 21enne dimorante presso il campo nomadi di Japigia e A.R.G., romeno 27enne senza fissa dimora. Un terzo complice è tuttora ricercato e si teme che possa essersi rifugiato in Romania.

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cassano sequestro beniI Carabinieri della Stazione di Cassano delle Murge, unitamente ai militari dei paritetici Comandi di Altamura, Gravina e Poggiorsini, hanno eseguito in quel centro, due differenti decreti di sequestro anticipato beni emessi dal Tribunale di Bari, su richiesta della locale Procura della Repubblica, a carico di due coppie di coniugi. Si tratta di un 31enne del posto e di una 32enne di origini romene e di un 35enne di origini albanesi e di una 33enne del luogo.

I provvedimenti sono stati adottati nell’ambito di due distinte indagini patrimoniali avviata dai Carabinieri che hanno permesso di appurare come i coniugi sono sospettati di vivere dei proventi di attività illecite riconducibili rispettivamente alla commissione di delitti in tema di sostanze stupefacenti e contro il patrimonio. A fronte dei modesti redditi dichiarati è emerso come il 31enne e la 32enne siano risultati proprietari di un appartamento sito nel comune di Cassano Murge, di un’autovettura e di conti correnti per un valore di circa 170mila euro. Il 35enne e la 33enne invece sono risultati proprietari di un appartamento a cassano Murge, un’autovettura di grossa cilindrata, due motoveicoli e conti correnti per un valore di 163mila euro.

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I Carabinieri della Stazione di Barletta hanno tratto in arresto due incensurati del luogo nella quasi flagranza del reato di rapina. La vittima, un avvocato 42enne di Barletta, nella tarda serata di ieri, è stato prima insultato e schiaffeggiato, poi rapinato del telefono cellulare e dell’automobile. Immediata la risposta dei Carabinieri che, alla richiesta di aiuto dell’uomo, hanno tempestivamente avviato le ricerche e rintracciato i due soggetti, ancora in possesso della refurtiva, nei pressi dell’abitazione della vittima. I rapinatori, un 37enne ed un 38enne del luogo, sono stati prontamente arrestati e ristretti agli arresti domiciliari a disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trani. La refurtiva restituita all’avente diritto.

 




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