
Uliveto potrà chiarire. E soprattutto correggere l’innegabile scivolone. Peraltro la federazione ha detto (al Corriere della Sera) trattarsi di una foto di repertorio in cui Miriam Sylla non era proprio presente. Ma con tutte le immagini, una più bella dell’altra, di queste settimane, si poteva fare altro, no? Uliveto ha respinto le accuse di razzismo. Il punto è che oscurare Paola Egonu non è razzismo. È non avere il senso di quanto ha detto, sul piano tecnico, il mondiale. E di quanto ha detto, sul piano emozionale, per buona parte dell’Italia che si è entusiasmata per tutta la squadra e, in particolare, per la sua punta di diamante, la meravigliosa schiacciatrice-opposto.
Tutto ciò, anche in rapporto al fatto che per la nazionale maschile, qualche settimana fa, un analogo inserto pubblicitario metteva in uguale evidenza tutti i pallavolisti della nazionale azzurra.







