Quello che manca alla sentenza di Milano è un bilanciamento salute-impresa. Questo, secondo il procuratore generale di Cassazione, il nodo della questione per cui, in sostanza, l’area a caldo del siderurgico di Taranto non fa fermata.
Oggi la suprema corte deve decidere in via definitiva sul ricorso di vari cittadini di Taranto, fra cui un bambino, proprio a tutela della salute.
La pericolosità è indiscussa ma la Corte d’Appello di Milano “la desume ma non l’accetta” stando a quanto riporta l’Ansa.








