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Taranto: sequestro di beni per 20 milioni di euro Guardia di finanza, indagine su azienda commerciale di informatica dichiarata fallita nel 2017

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Di seguito un comunicato diffuso dalla Guardia di finanza:

Militari della 2a Compagnia della Guardia di Finanza di Taranto hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo – ex art. 321 c.p.p.-, di beni mobili, immobili, disponibilità finanziarie e quote di capitale sociale per oltre 20 milioni di euro, nei confronti di tre persone, amministratori di fatto e di diritto di un’impresa tarantina, dichiarata fallita nel 2017, operante nel settore del commercio all’ingrosso di computer e software.

Il provvedimento, emesso dal G.I.P. del Tribunale di Taranto, consegue ad una verifica fiscale condotta nello scorso 2018, all’esito della quale fu accertato che la suindicata società, evasore totale per gli anni dal 2012 al 2016, aveva omesso di dichiarare al fisco ricavi per oltre 57 milioni di euro ed aveva evaso I.V.A. per circa 12 milioni di euro.

In particolare, dalle investigazioni eseguite è emerso che la società si approvvigionava di merci in esenzione di I.V.A. da destinare a paesi extra UE; in realtà i prodotti venivano venduti online e sottocosto ad operatori italiani.

Detto comportamento, posto in essere con l’emissione di false dichiarazioni d’intento, consentiva alla società un consistente illecito risparmio di I.V.A. sulle merci acquistate.

Peraltro la società ha omesso la tenuta e la conservazione delle documentazioni contabili obbligatorie ai fini delle imposte dirette e dell’I.V.A., nonché la presentazione delle prescritte dichiarazioni tributarie per le annualità sopraindicate.
Per quanto sopra, i citati amministratori furono denunciati all’A.G. per i reati di cui di cui agli artt. 5 (omessa dichiarazione) e 10 del D.Lgs. 74/2000 (occultamento o distruzione di scritture contabili).

L’ammontare complessivo del sequestro odierno è pari al totale delle imposte evase.

L’attività s’inquadra nel più ampio contesto di contrasto all’illecito fenomeno delle frodi fiscali ed in particolare di quegli operatori che con la loro condotta illecita e ingannevole frodano il Fisco ed alimentano la concorrenza sleale a danno di chi opera quotidianamente nel rispetto delle norme fiscali e contributive.




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