Se qualcuno potesse credere che la questione dell’ex Ilva non sarebbe entrata in pieno in vista del momento politico clou, l’inaugurazione dei Giochi del Mediterraneo, credeva male. In queste ore i sindacati, gli industriali e ora i ricorrenti (con successo) per la sospensione dell’area a caldo del siderurgico di Taranto, fanno sentire fortemente le rispettive voci. Rispetto ad un sistema politico che fondamentalmente non sa che fare. Né di una né dell’altra parte.
Del resto il problema dell’ex Ilva non si decide a Roma. Si decide a Taranto. I tarantini cosa vogliono? Ambiente o lavoro, cose attualmente inconciliabili trattandosi del siderurgico di Taranto?
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Di seguito un comunicato diffuso dai Genitori tarantini:
Il 20 agosto, a partire dalle ore 19.00, nel Parco Massimo Battista (già Parco delle Mura Greche), si terrà l’assemblea cittadina promossa dal gruppo Onda del Futuro, composto da: Genitori Tarantini, Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti, Terra Jonica, Tracce, Coordinamento Cittadino di Lido Azzurro, LMO – Lavoratori Metalmeccanici Organizzati.
L’incontro nasce con un obiettivo preciso: andare oltre ciò che Taranto non vuole più e cominciare a costruire insieme proposte concrete su ciò che questo territorio vuole diventare.
Tra i contributi dai quali partirà il confronto ci sarà il Piano per Taranto elaborato da LMO, che affronta uno dei nodi centrali della trasformazione: garantire diritti, lavoro e reddito ai lavoratori.
Il Piano prevede, tra le diverse misure, la tutela occupazionale per quanti vorranno essere impiegati nelle attività di smantellamento degli impianti, decontaminazione e bonifica, insieme alla tutela dei redditi e a strumenti di accompagnamento all’uscita dalla fabbrica attraverso la Legge sull’Amianto, il riconoscimento dei lavori usuranti, prepensionamenti, ammortizzatori sociali e risarcimento del danno subito.
Ma la tutela dei lavoratori deve procedere insieme alla costruzione delle alternative, per questo il confronto si allargherà al futuro complessivo del territorio: quale lavoro vogliamo costruire?
Quali economie?
Quale rapporto vogliamo recuperare con il mare, l’ambiente e le aree da bonificare?
Quali opportunità vogliamo creare per i giovani?
Quale sistema sanitario deve essere garantito a una città che ha pagato per decenni un prezzo altissimo in termini di salute?
Quale ruolo possono avere università, ricerca e formazione?
Quale spazio vogliamo restituire alla cultura, allo sport, ai bambini, ai giovani e agli anziani?
Non sarà questo il luogo in cui discutere di decarbonizzazione o di altri progetti industriali malsani ed impattanti.
Si parlerà, invece, di lavoro sostenibile, salute, ricerca e formazione, università, attività produttive diversificate, turismo, cultura, sport, rigenerazione del territorio e valorizzazione delle competenze presenti nella città.
Anche i Giochi del Mediterraneo rappresentano un’occasione per ragionare su come investimenti, sport, servizi, accoglienza e valorizzazione del patrimonio storico, culturale e paesaggistico possano generare opportunità capaci di andare oltre la durata dell’evento.
Non si parte da una pagina bianca: in questi anni associazioni, comitati, lavoratori, cittadini e diverse realtà del territorio hanno costruito esperienze, approfondito problemi, elaborato studi, idee e proposte. È arrivato il momento di mettere in relazione questo patrimonio di conoscenze e competenze, arricchirlo con nuovi contributi e, attraverso la costituzione di gruppi di lavoro, trasformarlo in una proposta concreta e condivisa per il futuro di Taranto. Siamo pronti.
Si discuterà, inoltre, del percorso di mobilitazione che potrà condurre, indicativamente alla metà di ottobre, a una grande manifestazione, capace di unire cittadini, lavoratori, associazioni, comitati e realtà sociali non soltanto nel rifiuto di un modello che Taranto ha già pagato troppo a lungo, ma soprattutto nella pretesa di un futuro diverso e nella capacità di avanzare le proprie proposte.
Perché non basta più indignarsi o aspettare che qualcuno decida dall’alto.
Taranto deve poter scegliere il proprio futuro. E per farlo ha bisogno delle esperienze, delle competenze e della partecipazione di tutti.
L’appuntamento è per domani, 20 agosto, dalle ore 19.00 al Parco Massimo Battista.
Associazioni, comitati, lavoratori, cittadini e tutte le realtà interessate sono invitati a partecipare.