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Bari: la compagnia teatrale parrocchiale e “un piccolo miracolo” I ragazzi e la loro bravura, la disponibilità di adulti sensibili

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Scrive Stefano Franco nel gruppo facebool Sei di Bari se… :

Quello che è successo questa sera è un piccolo miracolo.
Succede che nella nostra piccola periferia, nel nostro piccolo quartiere, cinque ragazzi si riuniscono, si incontrano. Decidono di dar vita a una piccola compagnia teatrale parrocchiale. Lo fanno con l’obiettivo non di primeggiare per esibirsi alla Scala di Milano, ma di contribuire al restauro oneroso della propria Parrocchia.
Succede che un parroco di “Palazzo” gli dà fiducia e sogna con loro. Succede che l’entusiasmo dei ragazzi contagia coppie di adulti che danno autorità e responsabilità all’iniziativa. Succede che qualche professionista ballerino decide di mettersi in gioco e dedicare tempo al sogno.
La Parrocchia Madre della Divina Provvidenza è sempre stata sensibile al richiamo del teatro: negli anni novanta Padre Vincenzo lanciò il primo gruppo teatrale parrocchiale, negli anni duemila Padre Antonio contribuì a costituire la Divina Compagnia e oggi Padre Pino raccoglie e accoglie questa nuova sfida. Effettivamente tanti giovani hanno l’esigenza di mettersi in mostra e, nella periferia lontana, il palcoscenico del teatro diventa una delle poche leve per contrastare il richiamo della criminalità.
Succede, quindi, che giorno dopo giorno il passaparola fa avvicinare tanti altri giovani, più di cinquanta in tutto, tutti del Quartiere San Paolo. Succede che viene scelto un tema ostico da presentare, non la classica commedia in vernacolo per intrattenere e far dimenticare i problemi della quotidianità. Si opta, quindi, per un musical che mandi un messaggio forte, un messaggio di amore e di pace, faticoso in questo momento di guerre nel mondo. Un messaggio che deve far riflettere.
Succede che le prove vanno avanti con fatica e difficoltà, vista la povertà degli spazi di accesso alla cultura nel nostro quartiere. Da quando chiusero il Fantarca tanti anni fa, mai più un teatro c’è stato al San Paolo di Bari.
Succede che si decide di rischiare, di cercare un luogo in cui esibirsi davanti ai parenti. Succede che un preside dal cuore grande mette a disposizione il teatro della propria scuola a quella che lui definisce, con amore e simpatia, una “compagnia ai piedi di Cristo”.
Succede che il primo spettacolo fa sold-out in poche ore. Lo spettacolo va molto bene. Tutti contenti. Potrebbe finire così, e sarebbe già una bella storia.
Succede, però, che la voce dello spettacolo gira e rigira, e qualcuno chiede di fare una replica. Si decide di replicare. Iniziano i problemi, gli inconvenienti, le indisponibilità. Si decide comunque di riprovarci. A distanza di qualche settimana dalla prima esibizione viene fissata la nuova data. Sold-out in poche ore, di nuovo.
Oggi la compagnia si è nuovamente esibita. Qualche giorno fa quello che loro chiamano “regista” ha subito un lutto importante. E, nonostante ciò, oggi era presente. Una delle responsabili del gruppo, mamma di sei figli, di cui l’ultima nata pochi mesi fa, oggi compie quarant’anni. E, nonostante ciò, oggi era presente. Non metto i nomi, sebbene conosca queste persone da sempre. Perché sono solo esempi di quella che è un’alchimia viva di questo gruppo vivo.
Oggi io c’ero e lo spettacolo è stato incredibile. Mi sono commosso in più di un’occasione. Ho visto un ragazzo che proviene dalle case popolari recitare con la stessa interpretazione di un divo di Hollywood. Ho ascoltato un padre di dieci figli cantare come se fosse un tenore in un teatro da prima serata. Ho sentito il ruggito un giovane papà mentre interpretava un ruolo così intensamente che avvertivo il dolore che lui ha provato nella sua amara adolescenza. E ho provato tante emozioni che serbo orgogliosamente nel mio cuore.
Questo è il miracolo di cui vi parlavo sopra. E, dico di nuovo, potrebbe finire così, e sarebbe già una bella storia.
Ma non deve finire qui.
Una storia come questa è una storia che deve essere raccontata. È una storia che deve girare. È una storia di riscatto di cui abbiamo bisogno. Se è vero che la cultura è l’arma principale per costruire un mondo di pace e un mondo giusto allora questa storia non deve fermarsi qui. Questa storia deve fare il giro dell’Italia.
Questi ragazzi di periferia meritano di esibirsi in un grande teatro, a Bari, in Puglia, in tutta Italia. Una storia come questa deve essere raccontata agli studenti delle scuole: questa è la migliore testimonianza che dal nulla si può costruire qualcosa di magico. Sognare è ancora un valore e il sogno deve costruire speranza per tutti.
Questa è una storia potente. È una storia di rinascita e di speranza. Dalle periferie può ripartire un nuovo Rinascimento.
Datemi una mano. Aiutatemi a condividere questa storia il più possibile. Taggate i vostri amici, inviate il post su whatsapp, condividete nei gruppi facebook.
Facciamo arrivare questa speranza a più persone possibili. Chissà che in questo modo possa realizzarsi il sogno di questi ragazzi: restaurare la propria parrocchia.
Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori.

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