Di seguito il comunicato:
Una serata partecipata, intensa e piacevolmente coinvolgente ha accolto MAGMA all’Arena Ressa di Statte, lunedì 14 settembre. La comunità ha risposto numerosa all’invito del progetto, affollando l’arena e dimostrando un forte interesse verso un percorso che mette in relazione arte, memoria, territorio e partecipazione.
L’incontro, moderato dalla giornalista e conduttrice televisiva Sabrina Morea, ha visto la partecipazione del Sindaco di Statte Fabio Spada e della Delegata alla Cultura Angela Panaro, che hanno accompagnato l’apertura della serata sottolineando il valore di iniziative capaci di creare nuove connessioni tra istituzioni, cittadini, artisti e territorio.
Al centro dell’appuntamento è stato presentato l’atteso cortometraggio “Forgiveness”, realizzato dal collettivo artistico Giu.ngo-LAB (gLAB), formato dagli artisti Giuseppina Longo e Angelo Fabio Bianco, con la collaborazione di Alessia Palmisano. Il lavoro nasce da una performance sviluppata nella città di Taranto e costruita come una sorta di processione laica: nell’arco di una giornata, il percorso attraversa diversi luoghi della città fino a raggiungere il mare, componendo un racconto fatto di immagini, gesti e rimandi simbolici.
La parola “perdono” diventa così il fulcro di una riflessione che non vuole cancellare la memoria, ma, al contrario, conservarla.
«Il perdono non significa dimenticare le colpe della nostra città per poter ricominciare», ha spiegato Giuseppina Longo. «Significa esattamente il contrario: ricordare, conservare e comprendere da dove veniamo, per poter decidere dove vogliamo arrivare. La conservazione è una delle logiche che attraversano da sempre il lavoro di gLAB: conservare significa custodire ciò che è accaduto e trasformarlo, con pazienza, in qualcosa di nuovo».
Il tema è stato ulteriormente approfondito attraverso i video contributi dei due curatori del progetto, Andrea Fiore, storico dell’arte, curatore e critico, collegato da Napoli, e Margaret Sgarra, curatrice e storica dell’arte, in servizio presso il Museo Nazionale del Cinema di Torino, collegata dal capoluogo piemontese.
Entrambi, pur non essendo nativi di Taranto ma comunque entrambi di origini pugliesi, hanno raccontato il particolare rapporto costruito negli anni con il territorio tarantino e con le esperienze artistiche di gLAB. Andrea Fiore ha affrontato il significato della parola perdono, soffermandosi anche sulla storia industriale di Taranto. La riflessione ha preso spunto da una sua intervista con Eugenio Carni, già direttore artistico dell’acciaieria, nella quale emerge il valore simbolico della richiesta di perdono rivolta alla popolazione per le profonde trasformazioni che stavano interessando il territorio nei primi anni della presenza industriale.
Una trasformazione che, già nella sua fase embrionale, modificava radicalmente il paesaggio e il rapporto tra la città, la campagna e l’industria e che ancora oggi rappresenta una delle questioni centrali nella storia e nell’identità di Taranto.
Margaret Sgarra ha invece ricostruito alcune delle esperienze territoriali realizzate da gLAB nel corso degli anni, soffermandosi sulla pratica degli artisti nell’ambito dell’arte sociale e relazionale e sulla capacità dell’arte di intervenire nei luoghi generando processi di consapevolezza e di trasformazione.
Tra le esperienze ricordate, quella realizzata nell’ambito degli Open Doors di Todi, che portò gli artisti a lavorare sugli androni della città attraverso un processo di riattivazione e rigenerazione degli spazi, insieme ad altre attività e workshop sviluppati nel tempo e curati dalla stessa Sgarra. La serata ha poi aperto un ulteriore dialogo con il cinema e con le esperienze di rigenerazione culturale del territorio grazie all’intervento di Vincenzo Madaro, ideatore e direttore artistico di Vicoli Corti. Sotto la moderazione di Sabrina Morea, Madaro ha raccontato come un luogo possa essere rigenerato attraverso un movimento culturale come quello generato da un festival cinematografico, trasformandosi in un punto di incontro tra persone, culture e Paesi diversi. Una prospettiva particolarmente vicina allo spirito di MAGMA: lavorare sul territorio attraverso un’azione costante, capace di creare continuità, riconoscibilità e nuove occasioni di partecipazione. Dalle parole degli ospiti è emerso così il ritratto di una provincia che prova a costruire nuove connessioni e a ripensare il proprio futuro attraverso la cultura.
In questo senso, il progetto MAGMA – acronimo di Mare, Arte, Generazione, Memoria, Ambiente – si propone come un processo aperto e partecipato, capace di raccogliere testimonianze, esperienze e opere per costruire progressivamente una narrazione collettiva del territorio. La Generazione non viene intesa soltanto come successione anagrafica, ma come azione generativa: la possibilità di produrre nuovi legami, nuove idee e nuove forme di partecipazione attraverso il coinvolgimento delle giovani generazioni, degli artisti, delle scuole, delle associazioni e della cittadinanza. Nel corso della serata è stato quindi rinnovato l’invito a partecipare alla Open Call di MAGMA, aperta fino al 22 aprile 2027, con l’obiettivo di arrivare alla costruzione di una futura mostra diffusa capace di attraversare Taranto e la sua provincia e di raccontare, attraverso linguaggi differenti, la società, la memoria e la cultura industriale del territorio.
Sono già numerosi gli artisti coinvolti o invitati dal gruppo di lavoro e il progetto guarda ora all’ampliamento della rete, con il coinvolgimento di scuole, associazioni, studenti e nuove realtà artistiche, non soltanto della città di Taranto ma anche dei territori della provincia e delle aree limitrofe. Particolarmente significativa è stata la risposta della comunità di Statte. Il Sindaco Fabio Spada, insieme alla Delegata alla Cultura Angela Panaro e alle altre forze dell’amministrazione, ha espresso soddisfazione per la partecipazione registrata all’Arena Ressa e per l’interesse dimostrato dai cittadini verso il progetto, sottolineando l’importanza di poter immaginare una partecipazione sempre più ampia e consapevole della comunità.
La serata del 14 settembre ha così confermato la vocazione di MAGMA a muoversi non come un evento isolato, ma come un processo inclusivo, capace di attraversare luoghi, comunità e linguaggi differenti.
Il prossimo appuntamento già programmato sarà quello con il Polo Ionico dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, che vedrà protagonisti gli studenti universitari e gli artisti coinvolti nel progetto, in un nuovo momento di confronto e produzione condivisa. MAGMA continua dunque il suo percorso: dalla memoria alla possibilità, dal territorio alla comunità, dall’arte all’azione.
Per partecipare alla Open Call e conoscere i prossimi appuntamenti è possibile consultare il sito https://www.giungolab.com/e seguire le indicazioni per la registrazione al progetto.






