Di seguito un comunicato diffuso dai carabinieri:
Una lite degenerata in tragedia, una fuga disperata nella notte e una caccia all’uomo serrata e ininterrotta che si conclude con il fermo del presunto responsabile. È il bilancio delle drammatiche ore vissute a Massafra, teatro di un omicidio che ha scosso la comunità locale e acceso i riflettori sull’ennesimo episodio di violenza estrema.
I fatti si sarebbero consumati nella tarda serata dell’11 gennaio 2026, in una contrada del comune jonico, dove un violento alterco tra due giovani di origine afgana, sarebbe degenerata improvvisamente. Al culmine del litigio, sotto gli occhi di diversi connazionali, un 27enne senza fissa dimora avrebbe estratto un coltello e avrebbe colpito il rivale, un 26enne richiedente protezione internazionale, infierendo con almeno due fendenti, uno alla nuca e uno al ginocchio.
Le condizioni del ferito sono apparse subito gravissime ai sanitari del 118, che hanno prestato le prime cure sul posto e disposto il trasporto d’urgenza all’ospedale “SS. Annunziata” di Taranto. Nonostante i tentativi dei medici, il giovane è morto poco dopo l’arrivo in ospedale, stroncato dalle profonde lesioni riportate.
Sul luogo del delitto arrivano immediatamente i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Massafra che avviano le indagini, coordinati dalla Procura della Repubblica di Taranto. Le testimonianze raccolte, unite ai rilievi tecnici, consentono in breve tempo di delineare un quadro investigativo preciso e di identificare il presunto autore del delitto.
Da quel momento prende il via una vera e propria caccia all’uomo, condotta con metodo e determinazione. Le ricerche si susseguono senza interruzione per l’intera giornata del 12 gennaio, con posti di controllo, perlustrazioni nelle aree rurali e un intenso lavoro investigativo, supportato anche da mirate attività tecniche.
La svolta arriva nella serata del 12 gennaio 2026, quando una pattuglia dell’Aliquota Radiomobile della locale Compagnia Carabinieri, impegnata nelle operazioni di ricerca, nota movimenti sospetti in un uliveto in agro di Massafra. Il 27enne, accortosi della presenza dei militari, tenta un’ultima fuga, nascondendosi tra gli alberi e correndo tra i filari.
Ne nasce un breve inseguimento a piedi, che si conclude con l’intervento deciso dei militari dell’Arma, i quali riescono a bloccare l’uomo e a metterlo in sicurezza, evitando ulteriori rischi. Scatta così il fermo di indiziato di delitto, a conclusione di un’operazione che dimostra ancora una volta l’efficacia del controllo del territorio e della risposta immediata dell’Arma e della locale magistratura.
Il 27enne, fatta salva la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva di condanna, al termine delle formalità di rito è stato condotto presso la Casa Circondariale di Taranto, come disposto dall’Autorità Giudiziaria.
Un intervento rapido, incisivo e coordinato che ha consentito di assicurare in poche ore il presunto responsabile alla giustizia, restituendo un primo segnale di sicurezza alla comunità locale e confermando, ancora una volta, il ruolo centrale dei Carabinieri e della magistratura, uniti nella tutela della sicurezza pubblica e nella repressione dei reati più gravi.






