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Lecce, ordinanza: niente fiamme libere nei locali pubblici La strage di Crans-Montana fa paura

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Il sindaco di Lecce, Adriana Poli Bortone, ha firmato un’ordinanza che vieta l’utilizzo di fiamme libere e di articoli pirotecnici all’interno dei locali commerciali e dei pubblici esercizi aperti al pubblico presenti sul territorio comunale.

Il provvedimento riguarda, a titolo esemplificativo, l’uso di fiamme ornamentali e decorative, articoli pirotecnici ad effetto illuminante e similari, fornelli, bruciatori o dispositivi portatili a combustione, nonché qualsiasi altra fonte di fuoco non espressamente autorizzata.

Alla base dell’ordinanza vi sono motivazioni legate alla tutela della sicurezza pubblica. L’utilizzo di fiamme libere in ambienti chiusi e spesso caratterizzati da elevato affollamento può infatti determinare gravi rischi per l’incolumità delle persone e per la salvaguardia dei beni. Le misure adottate mirano a ridurre il rischio di incendi e a garantire adeguati livelli di sicurezza all’interno dei locali aperti al pubblico.

La decisione arriva anche alla luce di recenti e gravi episodi verificatisi in contesti analoghi, che hanno dimostrato come l’uso di dispositivi a fiamma o pirotecnici possa causare eventi accidentali con conseguenze particolarmente serie per avventori e operatori.

“Siamo stati tutti fortemente scossi da un episodio gravissimo che mai nessuno avrebbe pensato potesse accadere – ha dichiarato il sindaco Adriana Poli Bortone –. È ancora più sconcertante se si considera che è avvenuto in un periodo in cui l’attenzione alla sicurezza pubblica è molto alta. Come amministratori sentiamo il dovere di essere sempre più attenti per evitare che possano ripetersi tragedie simili, che hanno turbato profondamente le nostre coscienze”.

Per chi non rispetterà l’ordinanza sono previste sanzioni amministrative: 200 euro per la prima violazione, ai sensi dell’articolo 7 bis del D.Lgs. 267/2000, che salgono a 400 euro in caso di recidiva. Qualora la violazione determini una situazione di concreto pericolo per la pubblica incolumità, potranno essere adottati ulteriori provvedimenti, tra cui la sospensione temporanea dell’attività e la segnalazione agli enti competenti.

La polizia locale e le altre forze dell’ordine sono incaricate di vigilare sull’osservanza del provvedimento e di garantirne l’esecuzione. (leccesette.it)

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