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I Forconi: fate le provviste perché blocchiamo l’Italia Da nord a sud, protesta l'8 dicembre con il blocco della circolazione. Anche in Puglia

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Per la Puglia, è comunicato da un cittadino in internet (riportato da La Stampa) si prevedono “presidio della tangenziale di Bari, cortei o sit in a Conversano, Polignano, Mottola, Massafra, Corato, Andria, Ortanova, Cerignola”, Arrivano i Forconi, con l’intenzione di fermare l’Italia. Protesta sociale, domani, o forse da domani, da perte di gente determinata a manifestare che della crisi economica, sociale, politica, etica, non ne può più.

Il ministero dell’Interno parla, nelle sue circolari, di «neocostituito Coordinamento nazionale di gruppi e movimenti ha indetto una mobilitazione a carattere nazionale, in segno di protesta contro le politiche economiche governative e per esprimere contrarietá alla globalizzazione» (sempre riportato da La Stampa).

Un coordinamento composto da Forconi, Liberi imprenditori federalisti europei (Life), Comitati riuniti agricoli (Cra), Cobas-latte, Cos.pa. Invece Cna, Casa e Confartigianato, che avevano proclamato una giornata di fermo per lunedì, hanno revocato la protesta.

I Forconi, nel 2012, bloccarono la Sicilia. Poi il movimento si è espanso, ha raggiunto praticamente tutto il Paese e per domani ha in programma un blocco in massa di tutte le attività. Vogliono paralizzare l’Italia, quelli del movimento, perché esca dalla paralisi. Non c’è colore politico, non c’é differenza territoriale, c’è una protesta che rischia di arrivare come una valanga. Il blocco delle strade, la notte dell’8 dicembre, è una paura concreta praticamente ovunque, compreso questo territorio dove una rappresentanza del Forconi esiste da tempo.

Ci sono già le ordinanze di vari prefetti italiani, va garantita la circolazione stradale e le forze dell’ordine devono comportarsi di conseguenza. Ma il movimento di protesta è veramente intenzionato a realizzare un’iniziativa imponente: c’è anche chi, riportato dalla stampa di stamani, avverte: fate le provviste perché blocchiamo l’Italia. E perché? Risponde Mariano Ferro, a una domanda postagli da Guido Rotolo del quotidiano La Stampa. Ferro è un leader storico del movimento. La protesta, dice, è per «demolire il sistema. Polentoni e terroni, destra e sinistra saranno con noi, in piazza, a partire da domenica notte, e andremo avanti fino a quando questa classe politica fatta di cialtroni e delinquenti non andrà a casa».

L’aria che tira è questa. Continua, Ferro: «Tre giorni fa dissi al prefetto di Catania che l’Italia stava per diventare una nuova Grecia. E il prefetto mi rispose: “Lo so”».

C’è però una faccia pericolosa della medaglia di questa protesta: eventuali infiltrazioni, da quelle della malavita organizzata a quelle di movimenti dell’estrema destra a quelle delle tifoserie calcistiche estremiste.

(foto: fonte fanpage.it)




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