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Maturità 2019: in qualche caso una Capofitto

Svarioni clamorosi. Anche in Puglia. Anche di professori

Gli esami di maturità hanno premiato il lavoro eccellente di moltissimi studenti italiani. C’è anche l’altra faccia della medaglia, peraltro.

L’elenco è, ahinoi, considerevole. Si tratta degli svarioni commessi qua e là in Italia agli esami di maturità. Da alcuni giorni è in corso una sorta di competizione, non ufficiale naturalmente, sulla bestialità più atroce da parte di chissà quale studente. Fermo restando che alcuni professori ci hanno messo del loro: il teorema di Petrarca, un esempio.

Ma veniamo alle nefandezze dei maturandi. Quello del barese che ha datato la bomba atomica al 1957 quale fine della seconda guerra mondiale si piazza bene. Un suo collega di altra parte d’Italia ha parlato dell’atomica sganciata su Kawasaki. Molto bello anche il riferimento a D’Annunzio poeta water o quello al fu Mattia Bazar di Pirandello, fatto nel tarantino, nella stessa scuola in cui si è detto che i sette colli sono a New York e in cui si è parlato, in tema di storia, di prima guerra mondiale e di una disastrosa sconfitta italiana: la disfatta di Capofitto. Storia, geografia e geopolitica in un colpo solo: Berlino nord e Berlino sud.

C’è anche chi ha affrontato la politica, agli esami: così si è scoperto che Matteo Salvini è presidente della Repubblica e che risale a un secolo fa la Dc di Struzzo. Di rilievo anche il Pci di Tognazzi.

Poi: la mafia. Borsellino, Falcone e Della Chiesa (Della) morti tutti nella strage di Capaci. L’organizzazione mafiosa per antonomasia: Casa nostra.

Da Repubblica, riferimento al barese:

Mentre nella prova scritta in un liceo scientifico della provincia, il verso “Mi desto in un bagno di care cose consuete sorpreso e raddolcito”, da I Risvegli di Ungaretti, è stato analizzato e interpretato così: “Egli, infatti, si sveglia all’interno di un bagno e con la mente torna a commemorare”.




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