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Puglia: caccia, Laddomada “la legge non si può cambiare” La proposta di modifica, fra l'altro, metterebbe a rischio specie selvatiche

francesco laddomada

Di seguito un comunicato diffuso da Francesco Laddomada, consigliere regionale della Puglia.. L’occasione, trattandosi di dibattito sulla caccia, dà modo a questo blog di esprimere la totale contrarietà alla caccia:

In riferimento alla Proposta di Legge di Modifica della Norma 27 del 1998 (“Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e regolamentazione attività venatoria”), il consigliere Francesco Laddomada – Segretario della Commissione Ambiente –, oltre ad aver presentato in Aula diversi emendamenti, recepiti dalle Associazioni ambientaliste e animaliste, ritiene che vi siano vari motivi ostativi all’approvazione della Proposta di Modifica, sia di ordine generale che di ordine particolare.

Infatti, si pongono problemi delicati in merito all’esatta osservanza della Direttiva comunitaria 2009, la quale, tra l’altro, stabilisce che gli uccelli selvatici non possono essere cacciati durante la stagione riproduttiva e di dipendenza dei piccoli dai genitori e, per quanto riguarda i migratori, durante il ritorno ai luoghi di nidificazione – migrazione pre-nuziale.

“Considerazioni biologiche e di conservazione – spiega Laddomada -, ci fanno temere le gravi ripercussioni del prelievo di individui nidificanti sulla dinamica della popolazione interessata, poiché elimina la fonte stessa della riproduzione. Il prelievo di individui durante il ritorno ai luoghi di nidificazione può determinare alterazioni nella Struttura delle popolazioni e tende ad eliminare i riproduttori migliori.

Tali preoccupazioni derivano dalla non completa conoscenza dello stato dell’arte dell’attività faunistico-venatoria in Puglia.

L’applicazione di questi “concetti chiave” a livello regionale – continua Laddomada –  porta a stabilire stagioni di caccia differenziate per uccelli migratori, stante la rapidità con la quale i fronti di migrazione attraversano l’intero territorio italiano. Illuminante, a proposito, il Quadro dello Stato di conservazione e di informazioni riguardanti la consistenza e trend delle popolazioni migratorie elaborato dalla Commissione europea, il cui testo ufficiale di riferimento è “ BIRDS in Europe: population estimates, trends and conservation status” di Bird Life International 2004.

In linea di principio – aggiunge Laddomada – la caccia alle specie in declino dovrebbe essere sospesa, a meno che non faccia parte di un Piano di Gestione adeguato che preveda anche la conservazione degli habitat e altre misure in grado di rallentare e di invertire la tendenza al declino. Piani di gestione comunitari della specie di uccelli di cui all’Allegato II della Direttiva – per le quali è stato rilevato uno stato di conservazione sfavorevole – sono stati approvati  recentemente in riferimento a: Pernice bianca, Fagiano di monte, Codone, Quaglia, Pavoncella, Beccaccia, Tortora e Allodola) o sono in preparazione ( nel 2010).

Oggi – si chiede ancora il Consigliere – abbiamo effettiva contezza e aggiornamento di tale stato di cose?

Questi Piani di Gestione debbono essere integrati da Programmi di monitoraggio in grado di evidenziare la dinamica di popolazione delle specie coinvolte, anche attraverso una valutazione del prelievo venatorio e della sua influenza sulla dinamica stessa. La mancanza di dati di carniere (pressoché generalizzata nel ns Paese – non so in Puglia lo stato dell’arte!!) rappresenta  quindi un serio fattore limitante per l’applicazione dei Piani di Gestione delle specie in declino.”

Laddomada ritiene che sarebbe altresì opportuno – ai sensi della Legge 221 del 2002 “Integrazioni alla legge 11.2.1992 n. 157, in materia di protezione della fauna selvatica e di prelievo venatorio, in attuazione dell’articolo 9 della Direttiva 409 del 1979 CEE”, Art. 1 comma 5 -, acquisire copia della Relazione che la Regione Puglia è tenuta ad inviare entro il 30 giugno, di ogni anno, ai Ministeri competenti in merito alle Deroghe di cui al citato Articolo 1 della 221 del 2002.

Per quanto sollevato, la posizione di Laddomada, su una materia cosi importante ed implicante aspetti ambientali, sociali, economici e culturali, è di estrema cautela.

Secondo il Consigliere, sempre attento alla tutela del patrimonio ambientale nella sua completezza, servirebbe una più approfondita analisi anche con l’ausilio di dati statistici relativi alla nostra regione in tema di specie cacciabili, specie in declino, ed altri dati tali da mettere tutti – cacciatori, ambientalisti, animalisti ed il Consiglio regionale stesso – in una condizione di ponderazione dell’emanazione della nuova Disciplina.




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