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Roseto Valfortore, strada distrutta dalla frana e paese isolato: ecco l’esercito Geologi su situazione critica nel foggiano, segnalata anche la situazione nella marina di Ostuni

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Dal sito del Comune di Roseto Valfortore:

È arrivato questa mattina a Roseto Valfortore l’Esercito Italiano, con i militari dell’11° Reggimento provenienti da Foggia, chiamati a intervenire dopo la grave frana che nella serata di ieri ha colpito la Strada Provinciale 130, causando il cedimento di una parte significativa della carreggiata.

La situazione, ben visibile anche dalle immagini che mostrano l’asfalto completamente collassato sul lato della strada, ha reso impraticabile uno dei principali collegamenti del territorio, facendo scattare il rischio concreto di isolamento per il paese.

L’intervento dei militari è stato deciso al termine di una video call tra il Ministero della Protezione Civile e la Prefettura, come spiegato dalla sindaca Lucilla Parisi. «Ai militari spetterà la valutazione sulle condizioni delle arterie per capire la modalità di ripristino più veloce possibile», ha dichiarato la prima cittadina.

Sotto osservazione non solo la S.P. 130, ma anche la provinciale 129, entrambe fondamentali per i collegamenti con il resto della provincia. I tecnici dell’Esercito stanno effettuando sopralluoghi per stabilire la gravità del dissesto e individuare le soluzioni più rapide ed efficaci.

Tra le ipotesi al vaglio, prende corpo la possibilità di aprire una strada comunale alternativa che attraversa la montagna, in prossimità di un parco eolico. Questo percorso consentirebbe di bypassare la frana e collegarsi nuovamente alla provinciale 130, garantendo così il passaggio verso la piana e i centri di Lucera e Foggia.

«Spero si faccia tutto il prima possibile perché siamo isolati», ha aggiunto la sindaca, evidenziando la criticità del momento. Intanto, per garantire la sicurezza e il supporto alla popolazione, è stato assicurato che, in caso di necessità, viveri e farmaci potranno essere trasportati tramite elicotteri dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile.

L’arrivo dell’Esercito rappresenta un passo fondamentale per affrontare l’emergenza e accelerare il ritorno alla normalità, mentre la comunità resta in attesa di soluzioni concrete per ristabilire al più presto i collegamenti.

 

Di seguito un comunicato diffuso da Sigea:

“Questi eventi accadono in aree vulnerabili evidenziando diverse problematiche strutturali con mancata manutenzione degli alvei. Inoltre in presenza di suoli già saturi per le piogge dei giorni precedenti, il tempo di risposta del bacino è brevissimo, portando a piene improvvise (flash floods). L’urbanizzazione in aree di pertinenza fluviale, come la zona di Borgo Incoronata, esponga la popolazione a rischi elevati. Molti interventi di messa in sicurezza nella provincia di Foggia sono fermi da anni.

Il maltempo non ha risparmiato l’area di Rosamarina (Ostuni) le piogge intense hanno trasformato diverse strade in veri e propri torrenti. La situazione è critica a causa della combinazione tra piogge torrenziali e la conformazione geologica del territorio. Le forti piogge hanno causato l’allagamento di strade e scantinati all’interno del consorzio di Rosamarina e nelle zone limitrofe di Cala di Rosamarina e Monticelli.

La zona di Rosamarina è un’area ad alto rischio idraulico per motivi precisi. Il villaggio è attraversato da due “lame” (alvei naturali per il deflusso delle acque piovane): la Lama Rosamarina e quella che separa il consorzio da Cala di Rosamarina. In caso di eventi estremi, queste lame si riattivano improvvisamente convogliando enormi masse d’acqua e fango dalle colline verso il mare. L’urbanizzazione storica a ridosso o sopra questi canali naturali, unita alla vegetazione che spesso ne ostruisce il corso, impedisce all’acqua di defluire, causando l’esondazione laterale e l’invasione delle abitazioni, specialmente nella zona Uliveto.

Pertanto si ribadisce la necessità di interventi strutturali per convogliare le acque verso zone a minor impatto (come la lama del Pilone) e di una manutenzione costante dei letti dei torrenti per evitare che detriti e fango blocchino i canali di scolo.

Alla luce di tutti questi eventi si richiama pertanto l’importanza di utilizzare i fondi regionali disponibili per la prevenzione, la corretta pianificazione territoriale, gli interventi strutturali e la manutenzione ordinaria e straordinaria, passando da una gestione dell’emergenza a una prevenzione pianificata”. Lo ha affermato Giovanni Caputo, Presidente dell’Ordine dei Geologi della Puglia.

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