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Taranto: “Sun film group inadempiente”. Slc Cgil: “intervenga la magistratura”

Il sindacato sulla casa di produzione cinematografica, "ha completamente disatteso gli impegni sottoscritti". Non saldati, secondo l'organizzazione, "i debiti verso i lavoratori"

Di seguito un comunicato diffuso dal sindacato Slc Cgil:

Su Sun Film Group è opportuno che intervenga la magistratura
Slc Cgil nazionale e della sede di Taranto chiedono a Mibac e Miur, a Rinaldo Melucci, sindaco di Taranto, a Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia, nonchè alla magistratura ed agli organi ispettivi, un intervento diretto sulla Sun Film Group che ha completamente disatteso gli impegni sottoscritti con SLC CGIL agli inizi di febbraio che prevedevano la liquidazione dei debiti verso i lavoratori entro la fine di febbraio stesso. Soltanto oggi l’azienda ci ha contattato, dopo un mese di silenzio, per comunicare di non poter procedere ai pagamenti, contrariamente agli affidamenti presi.
Una vertenza che sarà illustrata in dettaglio MERCOLEDÌ 6 MARZO alle h 11.30 presso la sede della CGIL di Taranto in via Dionisio 20 a cui parteciperanano:
– Andrea Lumino, segretario generale SLC CGIL TARANTO;
– Umberto Carretti, coordinatore nazionale SLC CGIL troupe-cinema;
– Paolo Peluso, segretario generale CGIL Taranto.
Ancora oggi permangono numerosi debiti verso le ultime produzioni cinematografiche, con lavoratori che avanzano migliaia di euro, mentre l’azienda è impegnata nella distribuzione del prossimo film e, dall’11 marzo, nelle riprese di una pellicola per cui ha già realizzato il casting, ed è presente in festival internazionali.
Riteniamo assolutamente inaccettabile questo modo di procedere e confermiamo l’impegno nel sostenere i lavoratori nel recupero di quanto è dovuto per il loro lavoro e nel ridare dignità ad un settore che per troppi è motivo di arricchimento a danno dei lavoratori.
Le aziende che non rispettano i contratti e i relativi pagamenti non debbono ricevere ulteriori patrocini e sovvenzionamenti pubblici da istituzioni locali (Comune e Regione) e nazionali (quali Mibac e Miur). Il silenzio di queste istituzioni, cui chiediamo l’immediata sospensione dei contributi, su una vicenda che colpisce numerosi lavoratori, sarebbe ingiustificabile.
Pertanto procederemo nelle sedi opportune a tutela di un territorio, di un settore e di persone che hanno dignità e contratti da far rispettare.




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