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Taranto, azienda dell’indotto ex Ilva: cessazione dell’attività, licenziamento per 220 lavoratori il 15 dicembre Sindacati: primo effetto del piano. Presidio notturno degli operai, bloccate a oltranza le statali. Oggi iniziativa al parlamento europeo sul "momento drammatico" della città ionica

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Semat sud, azienda dell’indotto ex Ilva, ha dato l’annuncio ieri pomeriggio alle organizzazioni sindacali. La comunicazione: il 15 dicembre cesserà l’attività, con il licenziamento collettivo di 220 lavoratori. Tutti a casa.

IMG 20251203 WA0003Un lavoratore, impegnato nel sindacato, parla al cronista di come finisca tutto, senza prospettiva, dopo decenni di lavoro, di salute sacrificata, di colleghi che ci hanno rimesso la vita. E ora, anziché un miglioramento delle condizioni, il nulla. A dieci giorni da Natale.

Secondo le segreterie sindacali si tratta del primo effetto del piano “corto” che il ministro Urso ha presentato nelle scorse settimane e che le organizzazioni dei lavoratori ritengono inaccettabile perché senza prospettiva. Cioè, questo è solo l’inizio. I sindacati chiedono, una volta ancora, che venga subito convocato un tavolo a Palazzo Chigi perché la crisi della più importante industria italiana sia affrontata direttamente dalla presidente del Consiglio, con una sterzata netta rispetto agli ultimi mesi.

In serata è proseguita la mobilitazione sindacale per la questione ex Ilva con i presìdi sulle strade statali, analogamente a quanto avvenuto a Genova dove gli operai hanno bloccato l’aeroporto. La protesta dei lavoratori tarantini è a oltranza, fin quando non avranno risposte concrete dal governo.

Al link di seguito le interviste che Luciano Manna, Veraleaks, ha realizzato con alcuni responsabili sindacali al presidio sulla statale 100:

https://www.facebook.com/share/v/1Z4prQkWE8/

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Di seguito il comunicato:

Ue Valentina Palmisano (M5s)“Taranto sta vivendo un momento drammatico. L’intera comunità è costretta ormai da decenni a sottostare al ricatto lavoro- tutela dell’ambiente per via del più grande siderurgico d’Europa. Noi lo abbiamo denunciato più volte ed oggi questo grido di dolore proviamo a farlo sentire aprendo le porte del Parlamento Europeo. Lo facciamo, per la prima volta nelle istituzioni europee, con una testimonianza viva di chi da tempo non smette di raccontare quello che vive la comunità tarantina quotidianamente. Nel lavoro di Rosy Battaglia c’è il dolore delle madri e dei padri che lottano per un futuro diverso per i propri figli”.

'Taranto chiama' Parlamento Europeo 3 dicembre 2025Annuncia cosi l’europarlamentare del Movimento Cinque Stelle, Valentina Palmisano, l’iniziativa che si terrà mercoledì 3 dicembre (dalle 19 alle 21 nella Sala Spaak 7CO5 della sede del Parlamento europeo, a Bruxelles) con la proiezione del documentario ‘Taranto chiama’ di Rosy Battaglia. L’iniziativa è organizzata in sinergia con le altre due europarlamentari Annalisa Corrado (S&D) e Cristina Guarda (Greens). I relatori saranno Rosy Battaglia (regista e presidente associazione ‘Cittadini reattivi’), Massimo Castellana (associazione ‘Genitori Tarantini’), Ernesto Bellisario (avvocato) e Fulvia Gravame (assessora all’ambiente del Comune di Taranto).

“Nel lavoro di Rosy Battaglia – sottolinea – Valentina Palmisano – c’è l’impegno di chi ogni giorno sogna per il Quartiere Tamburi e per i bambini che ci vivono armonia e speranza, e non finestre chiuse per le polveri che giungono dallo stabilimento. Una battaglia di giustizia sociale che noi stiamo conducendo a più livelli. I temi sollevati da Rosy Battaglia in questo lavoro abbracciano la nostra idea per il futuro dello stabilimento: una riconversione reale, concreta, non è più rinviabile per l’ex Ilva e per la comunità tarantina”.


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