L’accademia di Putignano, che ogni giovedì grasso nomina il Gran cornuto (titolo valevole fino al carnevale successivo) varca i limiti locali. E va, nientedimeno, al Senato.
Il 9 settembre Palazzo Giustiniani ospiterà una iniziativa, compresa presentazione di un libro sulla storia dell’accademia, di cui appunto saranno protagonisti i membri dell’organizzazione presieduta da Massimo Bianco. Ovviamente, tutti vestiti con (abito e) copricapo di ordinanza. Cioè, le corna.
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Di seguito il comunicato:
L’ACCADEMIA DELLE CORNA
L’altisonante sostantivo accademia non vuole solo nobilitare il termine equivoco, corna, ma indicare soprattutto un laboratorio di studio e rivalutazione delle tradizioni popolari dove la goliardia rappresenta la chiave di volta per riproporre eventi che si sarebbero smarriti nelle pagine ingiallite della storia. Fonte inesauribile di riti che uniscono i popoli nella speranza di un futuro migliore, il Carnevale costituisce uno dei momenti precipui di libera espressione culturale autorizzata dalla nota locuzione latina: “semel in anno licet insanire”. Per l’aspetto satirico pungente e per le svariate manifestazioni, il Carnevale di Putignano rappresenta, a livello europeo, una delle celebrazioni più lunghe e più antiche. Tra le chicche minori della festa, che fa grande la cittadina del Mezzogiorno d’Italia, trova origine l’Accademia delle Corna. Il giovedì grasso, considerato giorno saliente del Carnevale (una giornata che qualcuno fa risalire al 1400, cioè quando si è iniziato a festeggiare l’evento prima di Pasqua), corrisponde nel paese pugliese al giovedì dei mariti traditi. L’ultimo dei giovedì del periodo carnascialesco dove il popolo non burla i potenti ma i preti, i ragazzi, le vedove, le donne sposate. Aspetti minori che rischiavano di scomparire. La ricerca si è focalizzata sul “giovedì dei cornuti”. Dal 2004 l’appuntamento, tramandato solo dal racconto orale, si è trasformato in una manifestazione di piazza ricca di storia e riti popolari diventando una attraente ricorrenza nazionale. Ma il vero e originale viatico dell’Accademia sono proprio le corna. Il suo significato varia profondamente a seconda del contesto in cui viene utilizzato. Un presupposto che ha permesso all’associazione di allargare il campo d’indagine dello studio dei costumi popolari: dall’infedeltà, alla scaramanzia e superstizione, alla musica, alla gastronomia, allo sport. Nel dialetto barese , il termine cornuto assume un significato diametralmente opposto: non indica una persona tradita in amore, bensì un individuo scaltro, furbo, sveglio, spesso accompagnato dal gesto delle corna per manifestare l’astuzia. Questa è una delle motivazioni dell’elezione del Gran Cornuto dell’Anno il cui titolo è andato a personaggi italiani della politica, della televisione e del cinema.






