Di seguito un comunicato diffuso da Flai-Cgil:
“Non si può morire così, nel silenzio e nell’indifferenza. È il risultato diretto di scelte che hanno reso queste persone invisibili”. Con queste parole Antonio Ligorio, segretario generale della Flai Cgil Puglia, interviene sulla morte del 29enne avvenuta all’interno dell’insediamento di Torretta Antonacci, alla periferia di San Severo, nel Foggiano, dove vivono centinaia di braccianti agricoli stranieri.
Per il sindacalista, si tratta di una vicenda che chiama in causa responsabilità politiche e istituzionali ben precise. “Questa morte è un fatto politico” afferma con fermezza. “Non è più accettabile parlare di fatalità quando da anni denunciamo condizioni di vita disumane nei ghetti agricoli, senza che ci sia stata una reale volontà di intervenire. Quelle denunce sono rimaste inascoltate”.
Ligorio rilancia quindi la necessità di un intervento immediato e concreto, chiedendo il coinvolgimento degli attori della rete e le istituzioni. “È indispensabile convocare subito la rete territoriale per affrontare con serietà e responsabilità il superamento definitivo dei ghetti” spiega Ligorio. “Serve un impegno chiaro e condiviso per dire, una volta per tutte, mai più ghetti”.
L’area di Torretta Antonacci è stata duramente colpita dalle abbondanti piogge degli ultimi giorni, che hanno provocato allagamenti, riportando al centro del dibattito la fragilità del territorio e la tenuta del comparto agricolo. Dal Gargano al Salento, passando per la Capitanata, la Murgia e l’arco ionico, si registrano campagne sommerse, corsi d’acqua esondati e vaste aree agricole compromesse.
Una situazione che desta forte preoccupazione non solo per i danni immediati, ma anche per le ripercussioni sulle colture e sull’intero sistema produttivo. Uliveti, vigneti, ortaggi e seminativi risultano in molti casi gravemente danneggiati, con il rischio concreto di perdite significative per le aziende e per i lavoratori del settore.
Secondo Ligorio, si tratta di un’emergenza che affonda le radici in criticità strutturali mai affrontate. “Quanto accaduto è il risultato di una cronica carenza di interventi di prevenzione e di una visione politica insufficiente” spiega il sindacalista. “Da anni denunciamo l’assenza di una strategia organica per la messa in sicurezza del territorio: si interviene sempre dopo, mai prima, trasformando ogni evento meteorologico intenso in emergenza”.
Il segretario della Flai Cgil Puglia sottolinea inoltre come il dissesto idrogeologico rappresenti non solo un problema ambientale, ma anche economico e sociale. “Quando l’acqua invade i campi, non distrugge soltanto le colture, ma mette in difficoltà intere comunità, cancella giornate di lavoro e compromette intere stagioni produttive” evidenzia il sindacalista, richiamando la necessità di un deciso cambio di passo, anche alla luce degli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico.
Secondo Ligorio, serve una pianificazione strutturata, accompagnata da investimenti nella manutenzione del territorio, nella rete idraulica e nei sistemi di drenaggio.
Non manca il riferimento alle politiche europee e al tema della transizione ecologica. Ligorio evidenzia infatti come manchi un collegamento concreto tra gli strumenti annunciati e gli interventi reali sul territorio. “Si parla di Green Deal e di transizione ecologica, ma nelle campagne pugliesi non si vedono azioni efficaci e coordinate: il rischio è che restino solo enunciazioni” conclude il sindacalista. “La salvaguardia del territorio deve diventare una priorità assoluta. Servono risorse, programmazione e una visione chiara: senza questo, continueremo a contare i danni dopo ogni ondata di maltempo, senza mai affrontarne davvero le cause”.






