Oggi lo sciopero fino a mezzogiorno e mezzo, indetto dai sindacati. Domani i cittadini che si riferiscono a Taranto Libera, con un corteo dalla zona del municipio, andranno a depositare una denuncia nei confronti dei responsabili dello stabilimento. Le iniziative immediate dopo la morte di Loris Costantino, l’operario 36enne di un’azienda dell’indotto deceduto in seguito all’incidente sul lavoro nel siderurgico di Taranto, con la caduta da dieci metri di altezza per il cedimento del piano di calpestio in un punto della zona agglomerato.
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Di seguito lo stralcio del sindacato diffuso ieri da Fiom-Cgil, Fim-Cisl, Uilm-Uil e Usb:
Un altro incidente mortale di un lavoratore in una fabbrica ormai al collasso,
abbandonata a se stessa da una politica che negli anni è stata incapace di
trovare soluzioni e, soprattutto, di impedire che i lavoratori perdano la vita
perché vanno a lavorare. Lo stabilimento non è in sicurezza e con le continue
denunce dei Rls e delle organizzazioni sindacali, anche ai tavoli ministeriali,
abbiamo più volte segnalato le criticità degli impianti e la necessità di reperire
risorse per programmare attività di manutenzione ordinaria e straordinaria.
Siamo rimasti inascoltati e, mentre il governo continua a trattare con i “futuri”
acquirenti, lo stabilimento cade a pezzi.
Il governo deve assumersi le sue di responsabilità e non può continuare a
scaricarle verso altri soprattutto quando non si é consequenziali rispetto alle
risorse necessarie per le manutenzioni e con un personale in Cigs con punte di
oltre il 50/60% che dovrebbe garantirle.
L’incontro convocato il 5 marzo a palazzo Chigi dovrà servire per trovare
soluzioni a tutela di tutti lavoratori di Adi In AS, Ilva in AS e di tutto l’appalto.
Per tali ragioni Fim, Fiom, Uilm e Usb questa mattina hanno occupato la
Direzione Aziendale e proclamato lo sciopero di 24 ore, su tre turni, a
partire dalle 12.30 di oggi.






