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Bologna, 2 agosto 1980: ore 10,25. Le vittime baresi La strage alla stazione ferroviaria del capoluogo emiliano

bari strage bologna 1

La lapide è accanto al portone d’ingresso del municipio di Bari. Commemora le vittime baresi della strage alla stazione di Bologna. Oggi, come ogni 2 agosto, il ricordo dei 7 cittadini del capoluogo pugliese, fra le 85 vittime dell’attentato fascista.

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Di seguito un comunicato diffuso da Antonio Speranza:

Bologna 2 agosto 1980 ore 10,25 stazione centrale 85 morti e oltre 200 feriti. Ad oggi rimangono misteri che riguardano i mandanti occulti, i finanziamenti e i depistaggi istituzionali..

Esecutori e Condanne: Valerio Fioravanti e Francesca Mambro NAR (nuclei armati rivoluzionari) sono stati condannati come esecutori materiali. Paolo Bellini: Condannato all’ergastolo in primo grado nel 2022 come quinto esecutore. Fidi e depistaggi: Licio Gelli (P2) e ufficiali dei servizi segreti (Pietro Musumeci, Giuseppe Belmonte) condannati per depistaggio. I nomi dei veri finanziatori e registi politici di alto livello non sono mai stati del tutto chiariti nei processi. Restano da svelare i legami esatti tra eversione neofascista, loggia P2 e apparati dello Stato. Sospetti su possibili connivenze estere e reti di spionaggio nel periodo della strategia della tensione.

L’orologio della stazione si fermò alle ore 10,25 una bomba esplose nella sala d’aspetto di seconda classe della stazione. Da quel giorno il 2 agosto 1980 sarà ricordato come il giorno della strage di Bologna.

La strage causò 85 morti e 200 feriti. Bologna ricorda quella data per dare un nome alle vittime, difendere la verità accertata dai processi e tramandare la risposta solidale della città.

La stazione era piena. Era il primo sabato di agosto e migliaia di persone stavano partendo, tornando a casa o cambiando treno.

La bomba lasciò una frattura fisica nell’edificio. Durante la ricostruzione, una parte del muro venne conservata come testimonianza. Chi attraversa oggi la stazione può ancora vedere quel punto e leggere i nomi incisi sulla lapide. L’Associazione tra i familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980 conserva sul proprio sito i nomi e le biografie delle vittime. Leggerle restituisce a ciascuna persona un volto e una storia, oltre il dato statistico.

I soccorsi iniziarono subito. Vigili del fuoco, personale sanitario, forze dell’ordine, ferrovieri, tassisti, autisti e cittadini raggiunsero la stazione. Le ambulanze disponibili non bastavano.

L’autobus della linea 37 venne impiegato per trasportare le salme dalle macerie all’obitorio. Per questo è diventato uno dei simboli più conosciuti di quella giornata.

Altri autobus, taxi e automobili private portarono i feriti negli ospedali. La risposta nacque in pochi minuti, mentre la città cercava ancora di capire cosa fosse accaduto.

Il racconto dei soccorsi occupa un posto preciso nella memoria di Bologna. Parla di persone che agirono insieme in una situazione estrema, usando ciò che avevano a disposizione.

Ogni anno Bologna ricorda le 85 vittime e le loro famiglie. Alle 10:25, l’ora dell’esplosione, la città osserva un minuto di silenzio davanti alla stazione.

La commemorazione tiene insieme memoria pubblica e ricerca della giustizia. I nomi delle vittime vengono letti perché la storia non si riduca a una data o a un numero.

Il ricordo riguarda anche la difesa delle istituzioni democratiche. I processi hanno richiesto decenni, mentre i familiari hanno seguito udienze, raccolto documenti e chiesto che le responsabilità fossero accertate.

L’Associazione tra i familiari delle vittime nacque il 1° giugno 1981. Il suo scopo statutario era ottenere la giustizia dovuta attraverso ogni iniziativa possibile.

 

Il 2 agosto è anche il giorno in cui Bologna ricorda i soccorritori. La stazione ferita, l’autobus 37 e il silenzio delle 10:25 appartengono alla stessa memoria cittadina.



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