Un lavoratore dell’indotto ex Ilva è morto stamattina nel siderurgico di Taranto, area agglomerato.
Loris Costantino, 36 anni, è caduto da un’altezza di circa dieci metri stando a fonti. A causa del cedimento del piano di calpestio il volo nel vuoto. L’operaio è stato portato, cosciente, all’infermeria dello stabilimento di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria. Trasportato successivamente all’ospedale “Santissima Annunziata” è morto.
A gennaio, a causa del cedimento di un tratto di piano di calpestio, era morto un altro operaio.
(aggiornamento: secondo altre fonti Loris Costantino aveva 25 anni ed il volo, a causa del cedimento di un paiolato, è stato da quindici metri di altezza)
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Di seguito un comunicato diffuso da Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria:
Acciaierie d’Italia in Amministrazione Straordinaria esprime profondo cordoglio per la tragica scomparsa di un lavoratore appartenente a un’impresa appaltatrice, impegnato in attività di pulizia all’interno dello stabilimento siderurgico di Taranto.
ADI in AS comunica che sono state immediatamente avviate tutte le verifiche necessarie per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto e ribadisce la piena collaborazione con le autorità competenti, al fine di mettere a disposizione ogni elemento utile all’accertamento dei fatti.
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Scrive Luciano Manna, VeraLeaks:
abbandonata a se stessa da una politica che negli anni è stata incapace di
trovare soluzioni e, soprattutto, di impedire che i lavoratori perdano la vita
perché vanno a lavorare. Lo stabilimento non è in sicurezza e con le continue
denunce dei Rls e delle organizzazioni sindacali, anche ai tavoli ministeriali,
abbiamo più volte segnalato le criticità degli impianti e la necessità di reperire
risorse per programmare attività di manutenzione ordinaria e straordinaria.
Siamo rimasti inascoltati e, mentre il governo continua a trattare con i “futuri”
acquirenti, lo stabilimento cade a pezzi.
Il governo deve assumersi le sue di responsabilità e non può continuare a
scaricarle verso altri soprattutto quando non si é consequenziali rispetto alle
risorse necessarie per le manutenzioni e con un personale in Cigs con punte di
oltre il 50/60% che dovrebbe garantirle.
L’incontro convocato il 5 marzo a palazzo Chigi dovrà servire per trovare
soluzioni a tutela di tutti lavoratori di Adi In AS, Ilva in AS e di tutto l’appalto.
Per tali ragioni Fim, Fiom, Uilm e Usb questa mattina hanno occupato la
Direzione Aziendale e proclamato lo sciopero di 24 ore, su tre turni, a
partire dalle 12.30 di oggi.
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