Di seguito il comunicato:
Nasce “UNIVERSAL”, il nuovo straordinario album-atlante del DJ e producer salentino MaxNeri!
Un atlante sonoro in 15 rotte che unisce il Mediterraneo al mondo: “UNIVERSAL” di MaxNeri trasforma il dancefloor in un racconto corale e multilingue
Dal portoghese al dialetto salentino, dal sitar ai fiati bandistici, dall’afro house alla melodic techno: il DJ e producer italiano MaxNeri presenta un album che attraversa Mediterraneo, Brasile, Francia, deserto e dancefloor, trasformando la musica elettronica in un atlante culturale che torna a dialogare con luoghi, idiomi e immaginari
Dal portoghese al dialetto salentino, dal sitar ai fiati bandistici, dall’afro house alla melodic techno: il DJ e producer italiano MaxNeri presenta un album che attraversa Mediterraneo, Brasile, Francia, deserto e dancefloor, trasformando la musica elettronica in un atlante culturale che torna a dialogare con luoghi, idiomi e immaginari
Tra le tracce più originali e riconoscibili di UNIVERSAL, Mo’ sona la festa è il primo singolo estratto dall’Album, è il brano in cui MaxNeri porta la propria elettronica dentro una piazza salentina notturna, trasformando la tradizione popolare in un linguaggio contemporaneo, potente e radiofonico.
Il pezzo nasce dall’incontro tra banda salentina, ska, folk-pop, synthwave scuro ed elettronica moderna. Tromba, flicorno, clarinetto, trombone, tuba, tamburo rullante, grancassa da processione, tamburello e fisarmonica costruiscono un immaginario vivo, fisico, immediatamente mediterraneo. A questi elementi si uniscono pad analogici, arpeggi synthwave, bassi elettronici e un groove capace di rendere il brano attuale, energico e adatto anche a una programmazione radiofonica contemporanea.
La voce di Margot è uno degli elementi centrali della traccia: fiera, teatrale, diretta, con una forza interpretativa che rende il brano più di una semplice contaminazione sonora. Il testo alterna italiano, dialetto salentino e spagnolo, raccontando una presa di posizione netta contro manipolazione, possesso e falso desiderio. Il ritornello “Nu sugnu tua, no soy tuya” diventa subito una frase-manifesto: forte, memorabile, cantabile e perfettamente riconoscibile.
In Mo’ sona la festa, la festa non è evasione: è liberazione.
Non è solo una scena di piazza, ma il momento in cui una voce femminile si riprende spazio, identità e libertà. La banda non suona per chi ha ferito, ma per chi decide di rialzarsi e tornare protagonista della propria notte.
Non è solo una scena di piazza, ma il momento in cui una voce femminile si riprende spazio, identità e libertà. La banda non suona per chi ha ferito, ma per chi decide di rialzarsi e tornare protagonista della propria notte.
Il risultato è una traccia intensa, originale e dal forte impatto identitario: popolare ma moderna, teatrale ma immediata, radicata nel Sud ma aperta a un ascolto internazionale. Un brano che può distinguersi in radio proprio per la sua unicità: unisce il calore della tradizione salentina, l’energia dello ska, la forza di un ritornello bilingue e la visione elettronica di MaxNeri.






