Di seguito un comunicato diffuso da Libera Taranto:
A sole tre settimane dall’omicidio di Bakari Sako che ha profondamente scosso la nostra città, Taranto torna a fare i conti con la violenza armata. Quanto accaduto ieri nel quartiere Tamburi, con un giovane raggiunto da colpi d’arma da fuoco in pieno giorno, rappresenta un fatto gravissimo che riporta al centro dell’attenzione un clima che non può essere sottovalutato.
In attesa che magistratura e forze dell’ordine accertino responsabilità e dinamica dell’accaduto, come Coordinamento provinciale di Libera Taranto sentiamo il dovere di ribadire che non possiamo abituarci a questa escalation di violenza. Colpisce non solo la gravità dei fatti, ma anche il contesto in cui maturano: una crescente assuefazione, un senso di impunità e, troppo spesso, l’indifferenza di chi assiste senza sentire il dovere di reagire.
Tre settimane fa abbiamo pianto una giovane vita spezzata. Ieri abbiamo assistito a un nuovo episodio che conferma quanto sia urgente interrogarsi sulle cause profonde di questa violenza e sulla responsabilità collettiva nel contrastarla.
Non bastano la repressione e l’intervento delle forze dell’ordine, indispensabili ma da soli insufficienti. Serve una comunità che scelga di non voltarsi dall’altra parte, che rompa il silenzio, che ricostruisca legami sociali, partecipazione e senso di appartenenza.
Taranto non può rassegnarsi all’idea che sparare o uccidere diventino strumenti ordinari di risoluzione dei conflitti. È il momento di una presa di coscienza collettiva. Perché ogni episodio di violenza che passa nell’indifferenza rende tutti più deboli e lascia più spazio alla cultura della sopraffazione.






