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	<title>25 novembre Archivi &#8211; Noi Notizie.</title>
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	<description>Blog d&#039;informazione - Puglia, Italia</description>
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		<title>Martina Franca &#124; Stai zitta, cretina! &#8211; Quando la storia non cambia Re-GenarAction promuove un evento multidisciplinare di sensibilizzazione in occasione della settimana contro la violenza sulle donne. Appuntamento domenica 28 novembre in Villa Carmine</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Angela Centrone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Nov 2021 03:45:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Angela Maria Centrone<br />
Il <strong>25 novembre</strong> ricorre la giornata internazionale per l&#8217;eliminazione della violenza sulle donne, istituita dall&#8217;Onu nel 1999, data nella quale, in Repubblica Dominicana nel 1960, furono stuprate, torturate e uccise le tre sorelle Mirabal, attiviste politiche, per ordine Trujillo, il dittatore dell&#8217;epoca.<br />
Dunque, a partire da oggi, per circa due settimane, si apre un periodo di innumerevoli iniziative volte a sensibilizzare riguardo il tema. Proprio in quest&#8217;ambito si pone l&#8217;evento che avrà luogo domenica 28 novembre&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.noinotizie.it/25-11-2021/martina-franca-stai-zitta-cretina-quando-la-storia-non-cambia/">Martina Franca | Stai zitta, cretina! &#8211; Quando la storia non cambia &lt;small class=&quot;subtitle&quot;&gt;Re-GenarAction promuove un evento multidisciplinare di sensibilizzazione in occasione della settimana contro la violenza sulle donne. Appuntamento domenica 28 novembre in Villa Carmine&lt;/small&gt;</a> proviene da <a href="https://www.noinotizie.it">Noi Notizie.</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="1024" height="1280" src="https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2021/11/Unknown.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Unknown" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2021/11/Unknown.jpg 1024w, https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2021/11/Unknown-240x300.jpg 240w, https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2021/11/Unknown-819x1024.jpg 819w, https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2021/11/Unknown-80x100.jpg 80w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><p class="p1"><em>di Angela Maria Centrone</em></p>
<p class="p1">Il <strong>25 novembre</strong> ricorre la giornata internazionale per l&#8217;eliminazione della violenza sulle donne, istituita dall&#8217;Onu nel 1999, data nella quale, in Repubblica Dominicana nel 1960, furono stuprate, torturate e uccise le tre sorelle Mirabal, attiviste politiche, per ordine Trujillo, il dittatore dell&#8217;epoca.</p>
<p class="p1">Dunque, a partire da oggi, per circa due settimane, si apre un periodo di innumerevoli iniziative volte a sensibilizzare riguardo il tema. Proprio in quest&#8217;ambito si pone l&#8217;evento che avrà luogo domenica <b>28 novembre alle ore 18:30</b>, <b>presso Underground-Laboratori Urbani (Villa Carmine</b>) a Martina Franca: <b>“Stai zitta, cretina! – Quando la storia non cambia”</b>.</p>
<p class="p1">Un titolo forte, evocativo e molto diretto. Abbiamo chiesto a Valentina Masi e Davide Simeone, promotori dell&#8217;iniziativa se il motivo della scelta fosse voluto per sottolineare la forte emergenza sociale che viviamo.</p>
<p class="p1">&#8220;Sì, c’è bisogno di una profonda rivoluzione culturale che parta dai giovanissimi e dal modo in cui vengono educati. L’abuso quotidiano che subiscono le donne diventa ogni giorno più insopportabile e la cosa che ci preoccupa maggiormente è che sembra ormai una consuetudine, un’orribile normalità alla quale anche la coscienza sociale, ormai assopita per colpa di una classe politica improvvisata e priva di prospettiva, sembra essersi abituata.&#8221; ci racconta Davide Simeone.</p>
<p class="p1">&#8220;So che<span class="Apple-converted-space">  </span>la buona educazione ci impone di non rispondere mai con una domanda ma vorrei comunque porre all’attenzione delle lettrici questo quesito: quante volte lui vi dice STAI ZITTA, CRETINA?&#8221; aggiunge Valentina Masi, spiegando: &#8220;Qui non vogliamo solo sottolineare la difficilissima questione che ruota intorno alla parità di genere con tutte le sue forme e sfaccettature, vogliamo sottolineare che nelle diverse relazioni e interazioni fra uomo e donna esiste una violenza , che non è solo fisica, ma ancor più subdola e sempre meno evidente, difficile da riconoscere: la violenza psicologica. Quel monito violento a tacere nasconde in sé la provocazione continua, l&#8217;offesa, la disistima, la derisione, la coercizione, il ricatto, la minaccia, la privazione della libertà, l&#8217;isolamento e il tradimento della fiducia riposta.&#8221; E conclude &#8220;queste sono solo<span class="Apple-converted-space">  </span>alcune delle forme in cui si manifesta la violenza psicologica. Come donne viviamo il peso di una svalutazione continua come persone; il fatto di doverci impegnare più del genere maschile per poter accedere a<span class="Apple-converted-space">  </span>ruoli manageriali, di dover sempre sgomitare per far ascoltare il nostro pensiero e le nostre voci. È UN’EMERGENZA? Io lo definirei un disastro! A questo proposito, il sottotitolo ”Quando la storia non cambia” vuole farci riflettere sul fatto che &#8211; pur avendo fatto dei passi in avanti – nella nostra epoca ci sono ancora<span class="Apple-converted-space">  </span>donne che subiscono l’autorità del marito “padre-padrone”, del capo o del collega che ci reputa inferiori solo perché donne. La verità è che in questo mondo siamo ancora lontani dal concetto di &#8220;libertà di essere&#8221; e dicendo ciò non mi riferisco al concetto di parità di genere in tutte le sue sfaccettature, con una sentita solidarietà a tutta la comunità LGBT+, che non vorrei neanche ghettizzare usando la parola &#8220;comunità&#8221;. Siamo semplicemente persone, ognuna con le proprie complessità.&#8221;</p>
<p>Ed infatti, in Europa, L&#8217;Italia è un Paese fanalino di coda in materia di parità di genere. Pensate sia un fenomeno legato ad una forte cultura legata a secoli di patriarcato? O c&#8217;è altro?</p>
<p class="p1">&#8220;Sicuramente la totale assenza ai maltrattamenti di genere nel piano di ripresa e di resilienza dà l&#8217;idea di come l&#8217;Italia continui ad adottare un approccio emergenziale e non abbia una visione strutturata della gestione del fenomeno. Sul luogo di lavoro le provocazioni verbali e le allusioni sessuali continuano a generare risatine e a essere minimizzate dal <i>branco</i> e fino a quando non verranno riconosciute – e punite – queste condotte la nostra società continuerà a sfornare maschi bianchi ostili e narcisisti&#8221; ci spiega Davide Simeone e a lui si collega subito Valentina Masi riportando le statistiche occupazionali italiane &#8220;A maggio 2020, l&#8217;inizio della fase 2 ha avuto effetti positivi sull&#8217;occupazione maschile, che ha registrato solo un -0,2 rispetto al mese precedente, ma non su quella femminile che è calata di mezzo punto nel medesimo intervallo temporale. A giugno 2020, quando per gli uomini occupati si è registrata una, seppur molto lieve, crescita (+0,2), le donne occupate hanno continuato invece a diminuire in modo costante (-0,4). <b>Molte donne non sono tornate al lavoro dopo il lockdown</b>. Uno dei motivi principali è stato il doversi occupare della cura dei figli. Con le scuole chiuse e tutti i bambini e i ragazzi a casa, almeno un genitore doveva necessariamente occuparsi di loro, che nella maggioranza dei casi è stato quello di sesso femminile. Una scelta che ha pesato sul tasso di inattività femminile, già gravemente elevato. 46,4% le donne inattive in Italia a Maggio 2020 con un aumento di circa 2 punti rispetto a febbraio (44,3%). Osservando l&#8217;andamento mese per mese, è evidente che anche la situazione degli uomini è peggiorata nel tempo. Tuttavia, è importante sottolineare che il tasso di inattività maschile era e rimane ampiamente inferiore a quello femminile. 28,2% a Maggio 2020 (quasi la metà!). Questa non è una questione “patriarcale” questo è un pregiudizio che ci tramandiamo nel tempo. Almeno la pandemia ha il merito di  aver scoperchiato il cosiddetto vaso di Pandora, sottolineando quali sono le grandi incoerenze del nostro tempo.&#8221;</p>
<p class="p1">L&#8217;ospite d’eccezione dell&#8217;appuntamento di domenica sarà l’autrice <b>Chiara Pepe </b>con il suo libro<b> “Voci dell’età di mezzo” </b>edito da Les Flaneurs edizioni<b>. </b>Come mai la scelta proprio di questa autrice?</p>
<p class="p1">&#8220;Chiara Pepe è un&#8217;assessore alla cultura giovane e di un paese a forte vocazione turistica come Polignano a Mare: per noi è un modello di buona politica al quale ogni buona amministrazione dovrebbe ispirarsi. Con le sue opere racconta storie di ribellione e rinascita delle donne attraverso i secoli mettendo in evidenza come purtroppo innumerevoli lotte e battaglie non abbiano cambiato il corso della storia.&#8221; raccontano entrambi.</p>
<p class="p1">La bravissima autrice, infatti, condurrà il pubblico nell’età di mezzo dove sono ambientante le vicende di otto donne &#8211; appartenenti al passato storico e letterario &#8211;<span class="Apple-converted-space">  </span>così diverse tra loro, eppure accomunate<span class="Apple-converted-space">  </span>dall’indole ribelle e dal desiderio di emancipazione. Otto voci che tra rabbia, risentimento e consapevolezza, raccontano la propria storia, scevre del filtro della paura e del buonsenso ma impregnate di quelle verità, inconfessate o inconfessabili.</p>
<p class="p1">Tutte le letture scelte dal romanzo verranno drammatizzate dalla <b>Compagnia della Luna- Teatro? Sì, Grazie!</b>, quindi il teatro si pone come strumento per interiorizzare la narrazione. È una modalità che adoperate spesso nei vostri appuntamenti. Potete spiegarne il valore?</p>
<p class="p1">&#8220;In ogni presentazione letteraria pensiamo alla singola persona che è nel pubblico: sentiamo il bisogno e la responsabilità di conquistarla, di farla ritornare con entusiasmo all’evento successivo, di condividere e trasmettere le stesse sensazioni che accompagnano la narrazione. Sosteniamo con convinzione il ruolo di promozione sociale del teatro, la gente ha voglia di tornare a stare insieme e noi vogliamo che tornino a casa portando nel cuore la bellezza di un <em>reading</em> letterario curato da attrici professioniste.&#8221; ci dice Davide Simeone, anche lui autore di diversi libri, l&#8217;ultimo è &#8220;Le ragazze stanno bene&#8221; (Le Flaneurs Edizioni, 2019)</p>
<p class="p1">E conclude Valentina Masi, spiegando: &#8220;il teatro quale veicolo è l’ arte più comunicativa, più immediata, più efficace e provocatoria che esista, proprio per le reazioni che innesca nella platea. Il materiale da cui prende spunto e che rappresenta è l’umanità stessa, che è anche il più convincente portatore di significati, più convincente dalla parola scritta, dall’immagine e dal suono. Brecht diceva che il teatro non può cambiare il mondo, ma può cambiare gli spettatori. E gli spettatori se desiderano possono cambiare il mondo.&#8221;</p>
<p class="p3"><b>&#8220;Stai zitta cretina!-Quando la storia non cambia&#8221;</b></p>
<p class="p3"><b>Un&#8217;iniziativa di Condivisione Italia, Underground &#8211; Laboratori Urbani e Teatro? Sì, grazie</b></p>
<p><strong>Conducono l&#8217;evento Davide Simeone e Giovanna Salvatore</strong></p>
<p class="p3"><b>Ore 18:30 c/o Villa Carmine, Martina Franca</b></p>
<p class="p3"><b>Ingresso libero, Green Pass obbligatorio</b></p>
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		<title>#Weekhero/Nella lotta alla violenza sulle donne è necessario anche mettersi &#8220;dalla parte del lupo&#8221;. Intervista alla dott.ssa Anna Coppola De Vanna del C.R.I.S.I. di Bari Ogni sabato alla ricerca di un eroe che ci ricordi che a volte un atto eroico consiste semplicemente in un cambio di prospettiva.</title>
		<link>https://www.noinotizie.it/30-11-2019/weekhero-nella-lotta-alla-violenza-sulle-donne-e-necessario-anche-mettersi-dalla-parte-del-lupo-intervista-alla-dott-ssa-anna-coppola-de-vanna-del-c-r-i-s-i-di-bari/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Angela Centrone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Nov 2019 15:12:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Angela Maria Centrone<br />
<strong>Il dubbio è che urlare &#8220;non una di meno&#8221; non basti. Probabilmente bisognerebbe incentivare delle azioni più capillari, che vadano a sanare il problema alla radice. Forse analizzare e catalogare certi comportamenti violenti potrebbe salvare la vita di molte donne, ma anche le esistenze di tanti uomini. Cercare di aiutare gli uomini maltrattanti è l&#8217;azione più eroica che si possa fare oggigiorno.</strong><br />
Lo scorso 25 novembre in tutta Italia, e nel mondo, sono state moltissime le&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.noinotizie.it/30-11-2019/weekhero-nella-lotta-alla-violenza-sulle-donne-e-necessario-anche-mettersi-dalla-parte-del-lupo-intervista-alla-dott-ssa-anna-coppola-de-vanna-del-c-r-i-s-i-di-bari/">#Weekhero/Nella lotta alla violenza sulle donne è necessario anche mettersi &#8220;dalla parte del lupo&#8221;. Intervista alla dott.ssa Anna Coppola De Vanna del C.R.I.S.I. di Bari &lt;small class=&quot;subtitle&quot;&gt;Ogni sabato alla ricerca di un eroe che ci ricordi che a volte un atto eroico consiste semplicemente in un cambio di prospettiva.&lt;/small&gt;</a> proviene da <a href="https://www.noinotizie.it">Noi Notizie.</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img loading="lazy" decoding="async" width="1300" height="1300" src="https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2019/11/dalla-parte-del-lupo.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="dalla parte del lupo" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2019/11/dalla-parte-del-lupo.jpg 1300w, https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2019/11/dalla-parte-del-lupo-150x150.jpg 150w, https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2019/11/dalla-parte-del-lupo-300x300.jpg 300w, https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2019/11/dalla-parte-del-lupo-768x768.jpg 768w, https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2019/11/dalla-parte-del-lupo-1024x1024.jpg 1024w, https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2019/11/dalla-parte-del-lupo-80x80.jpg 80w" sizes="auto, (max-width: 1300px) 100vw, 1300px" /><p><em>di Angela Maria Centrone</em></p>
<p><strong>Il dubbio è che urlare &#8220;non una di meno&#8221; non basti. Probabilmente bisognerebbe incentivare delle azioni più capillari, che vadano a sanare il problema alla radice. Forse analizzare e catalogare certi comportamenti violenti potrebbe salvare la vita di molte donne, ma anche le esistenze di tanti uomini. Cercare di aiutare gli uomini maltrattanti è l&#8217;azione più eroica che si possa fare oggigiorno.</strong></p>
<p>Lo scorso 25 novembre in tutta Italia, e nel mondo, sono state moltissime le manifestazioni a supporto della lotta alla violenza sulle donne, che nel nostro Paese vede dei numeri da bollettino di guerra: si contano circa 92 vittime di femminicidio nell&#8217;ultimo anno. Senza contare i casi tuttora avvolti nel mistero, nei quali si registra solo una scomparsa, che però spesso nasconde il peggiore dei destini.</p>
<p>Nella maggioranza delle volte, questi atroci delitti vengono consumati fra le mura domestiche, nell&#8217;ambito familiare, e per questo il dato è ancor più allarmante. Ne abbiamo parlato con la dott.ssa Anna Coppola De Vanna, presidente del <a href="http://www.mediazionecrisi.it">C.R.I.S.I.</a> (Centro Ricerche ed Interventi Stress Interpersonale) di Bari, la quale, occupandosi da anni di mediazione familiare, con il supporto di collaboratori e volontari ha creato una delle prime esperienze di sportello di ascolto per uomini maltrattanti in Puglia, denominandolo appunto <strong>&#8220;Dalla parte del lupo&#8221;</strong>, come una sua pubblicazione omonima risalente già al 1980.</p>
<p>Purtroppo la dott.ssa ci conferma che la tematica è ancora considerata un tabù, perché se a sostegno delle donne ormai esiste una rete attiva ed efficiente &#8211; costituita dalla famiglia di origine, i centri anti-violenza, i medici di base, gli ospedali, le forze dell&#8217;ordine ed i tribunali -, un ausilio organizzato e indirizzato agli uomini colpevoli di abusi è pressoché inesistente. Eppure, come ci spiega la dott.ssa Coppola, è proprio questa la falla nel sistema, poiché, utilizzando la metafora del lupo, certamente la soluzione non può essere né rinchiudere le pecorelle né ammazzare il lupo. Bisogna capire cosa risveglia l&#8217;istinto violento e fare in modo di domarlo. Solo così avremo un futuro senza lupi. Perché, come testimoniano le esperienze raccolte dalla dott.ssa, chi subisce o è testimone di abusi durante l&#8217;infanzia tende a reiterare questi comportamenti nell&#8217;età adulta. La serenità familiare, gli insegnamenti impartiti e l&#8217;educazione dei sentimenti rappresentano passaggi cruciali nella crescita dei figli, a prescindere dal tipo di nucleo di appartenenza.<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-184416" title="scarpette rosse 1 01" src="https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2019/11/scarpette_rosse_1_01-300x212.jpg" alt="scarpette rosse 1 01" width="300" height="212" srcset="https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2019/11/scarpette_rosse_1_01-300x212.jpg 300w, https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2019/11/scarpette_rosse_1_01-80x57.jpg 80w, https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2019/11/scarpette_rosse_1_01.jpg 610w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Abbiamo domandato alla dott.ssa Coppola quali potrebbero essere le azioni concrete da mettere in atto, anche da parte delle istituzioni, e lei ci ha indicato, oltre agli sportelli di ascolto, l&#8217;importanza della collaborazione intrecciata, ovvero: nel momento in cui si accerta la violenza, oltre al doveroso supporto verso la vittima, è vitale cercare una strada per offrire un&#8217;assistenza psicologica al maltrattante. La soluzione è nell&#8217;intervento biunivoco e concertato.</p>
<p>Attualmente qualcosa si sta muovendo, infatti &#8220;i tribunali chiedono il nostro supporto per poter assistere gli uomini colpevoli di abusi e ai quali viene offerta una riduzione di pena solo se s&#8217;impegnano a seguire una terapia, ma a questo punto, spesso, il peggio è già accaduto e delle vite sono state spezzate&#8221; aggiunge la dott.ssa &#8220;occorre agire in maniera preventiva&#8221;. Sì perché non dimentichiamo che questi uomini sono spesso anche padri, figli, fratelli e, nel momento i cui compiono questi crimini, distruggono le vite di intere famiglie, segnando per sempre quelle più giovani.</p>
<p>È importante, quindi, portare nelle piazze questa tematica, ma dire alle donne &#8220;scappate, abbandonate, lasciate&#8221; non è abbastanza nell&#8217;ottica di un&#8217;evoluzione della società intera, che comincia senza dubbio dall&#8217;educazione, scevra dalle distinzioni di genere, di quelli che saranno gli uomini del futuro.</p>
<p>Per saperne di più &gt; <a href="http://www.dallapartedellupo.it/progetto/">www.dallapartedellupo.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.noinotizie.it/30-11-2019/weekhero-nella-lotta-alla-violenza-sulle-donne-e-necessario-anche-mettersi-dalla-parte-del-lupo-intervista-alla-dott-ssa-anna-coppola-de-vanna-del-c-r-i-s-i-di-bari/">#Weekhero/Nella lotta alla violenza sulle donne è necessario anche mettersi &#8220;dalla parte del lupo&#8221;. Intervista alla dott.ssa Anna Coppola De Vanna del C.R.I.S.I. di Bari &lt;small class=&quot;subtitle&quot;&gt;Ogni sabato alla ricerca di un eroe che ci ricordi che a volte un atto eroico consiste semplicemente in un cambio di prospettiva.&lt;/small&gt;</a> proviene da <a href="https://www.noinotizie.it">Noi Notizie.</a>.</p>
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