Di Nino Sangerardi:
“La terza edizione del documento rappresenta un passaggio strategico per la Regione: conclude il ciclo di programmazione 2020-2025 dell’Agenda di Genere e offre le basi conoscitive per costruire la nuova strategia regionale per l’equità, in coerenza con le Linee di mandato 2025-2030. Una visione che pone al centro la cura delle persone, la riduzione delle disuguaglianze e la costruzione di una Puglia in cui i diritti e le opportunità siano effettivamente accessibili a tutte e a tutti.Non soltanto una fotografia dei risultati raggiunti, dunque, ma un ponte tra ciò che la Regione ha costruito e le politiche che è chiamata a sviluppare nei prossimi anni. In questo quadro, la parità di genere non è un ambito isolato di intervento, ma una dimensione trasversale delle politiche per il lavoro, la salute, il welfare, la casa, l’istruzione e la partecipazione”.
È quanto si legge nel provvedimento ratiicato dalla Giunta regionale.
Il Bilancio di Genere della Regione Puglia 2025 mostra una regione in evoluzione che ha compiuto passi avanti significativi sul fronte delle Pari opportunità, ma nella quale persistono disuguaglianze che incidono sull’autonomia economica delle donne, sulla qualità della vita e sulla piena partecipazione alla società. I dati del Bilancio di Genere evidenziano risultati incoraggianti:
–tra il 2021 e il 2025, il rapporto tra il tasso di occupazione delle donne con figli in età prescolare e quello delle donne senza figli è passato dal 64,5% all’85,7%, superando il dato nazionale; nello stesso periodo, il part-time involontario femminile è sceso dal 22,9% al 14%;
–l’uscita precoce delle giovani donne dal sistema di istruzione e formazione è diminuita dal 15,6% al 5,8%, al di sotto del dato nazionale, mentre cresce la presenza femminile nelle discipline scientifiche e tecnologiche;
–il Regional Gender Equality Index colloca la Puglia al 14° posto in Italia e al primo posto tra le regioni del Mezzogiorno, con un punteggio passato da 55,35 nel 2013 a 61,81 nel 2024.
Il Bilancio di Genere mette in luce, allo stesso tempo, disuguaglianze profonde che continuano a limitare le possibilità di autodeterminazione delle donne:
il divario più evidente riguarda la distribuzione del lavoro domestico e di cura: in Puglia le donne vi dedicano mediamente 1.740 minuti alla settimana, contro i 437 minuti degli uomini; le donne alla guida delle amministrazioni comunali pugliesi sono appena 25, a fronte di 220 sindaci uomini, e nell’amministrazione regionale la presenza femminile nelle direzioni di Dipartimento si ferma al 25%; nel 2024 le denunce per percosse hanno raggiunto 364 casi e quelle per stalking 1.181 casi femminili, numeri che richiamano la necessità di rafforzare la prevenzione, l’educazione al rispetto, la rete territoriale dei servizi e i percorsi di protezione e autonomia.
“L’attuazione dell’Agenda di Genere—scrivono presidente e assessori regionali– ha raggiunto nel 2025 il 50% di azioni finanziate e realizzate, rispetto al 22% registrato nel 2021-2022. Il Bilancio segnala, tuttavia, una concentrazione degli impegni finanziari nell’ultima annualità della precedente legislatura, evidenziando l’esigenza di una programmazione più tempestiva, realistica e continuativa”.








