Di Nino Sangerardi:
L’evento che si svolge il 7 e 8 novembre 2026 nasce su impulso dell’UNPLI (unione nazionale Pro-Loco italiane) ed è organizzato dalla Pro Loco “Torre Pino” di Spinazzola con il Patrocinio del Comune di Spinazzola.
Nel corso delle due giornate si celebra l’apprezzato e noto Fungo Cardoncello della Murgia : ingrediente notevole delle ricette autunnali praticate nelle case ristoranti osterie e trattorie della Puglia, e di altre regioni d’Italia.
Si potranno gustare, tra l’altro, piatti tipici a base di fungo cardoncello, salsiccia a punta di coltello, il tradizionale pranzo contadino denominato scutidd e vino locale servito alla cannad. Pratiche che trasformano la manifestazione in un viaggio speciale nel tempo, dove la gastronomia si intreccia con la memoria sociale e culturale della comunità.
Quindi percorsi del gusto, mercatini dell’artigianato, degustazioni, momenti di convivialità, musica itinerante e visite guidate alla scoperta del Borgo storico e contemporaneo.
Antico e gustoso vanto della tradizione agroalimeentare della Murgia, il Fungo Cardoncello è una vera prelibatezza che nel corso degli anni ha saputo entusiasmare i palati più esigenti.Oggi ancora una specialità che si è guadagnata le attenzioni e l’apprezzamento dei più grandi maestri della ucina mondiale. Sebbene lo si possa trovare in altre parti d’Italia, soltanto questa zona della Puglia può essere certificata come “la culla di tale varietà di fungo”.
Definito un fungo “onesto” perchè allo stato naturale non si confonde con nessun fungo velenoso, alcuni lo ritengono “discreto” perchè in piano cottura il suo profumo si rivela sempre sottile ed elegante, mai penetrante.
Conosciuto con diversi nomi– tra cui Cardarello, Ferlengo, fungo di Ferula–il Cardoncello( nome scientifico è Plerotus Eryngii) stato inserito nell’elenco nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della Puglia.
Presente anche in altri territori italiani come Basilicata e Calabria e Sardegna e Lazio Sicilia, è nell’Alta Murgia che si concentra la più vasta produzione di Cardoncello sia spontanea che coltivata.
I funghi, in da tempi remoti, sono stati ritenuti elisir di lunga vita. In Cina durante la dinastia TSI(221 a C.) erano considerati un mezzo per raggiungere l’immortalità. I Maya li veneravano come divinità e li utilizzavano nelle cerimonie sacre. Presso i Greci erano usati nella cura delle malattie e delle ferite.
Fino agli Anni Settanta, quando il Cardoncello era presente in grandi quantità in forma spontanea, veniva chiamato ” la carne dei poveri” : molto probabilmente per la sua particolare consistenza e salubrità.








