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Puglia, olivicoltori: “non possiamo più accettare risposte evasive” Confagricoltura Bari-Bat

OLIVE PUGLIA 1

Di Nino Sangerardi:

“Il comparto olivicolo e oleario del Mezzogiorno attraversa una crisi senza precedenti, di fronte alla quale i produttori non sono più disposti ad accettare rinvii o risposte parziali”. A farsi portavoce di questa profonda preoccupazione è Donato Rossi, componente del consiglio direttivo di Confagricoltura Bari-Bat, che punta il dito contro l’insufficienza delle misure finora messe in campo dal Governo nazionale.
Al centro della contestazione vi è la distanza tra le reali necessità delle campagne e l’azione istituzionale. La posizione assunta dal Governo italiano e dal Ministro dell’Agricoltura Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, in merito alla vertenza olivicola ha generato forte amarezza tra gli addetti ai lavori.
Ecco : ” Non possiamo più accettare risposte evasive, interventi insufficienti e misure del tutto inadeguate di fronte a una crisi che sta mettendo in ginocchio gli areali olivicoli vocati e che rischia di compromettere in maniera strutturale il futuro dell’agricoltura del Mezzogiorno– dichiara Rossi –La posizione assunta dal Governo e dal Ministro Lollobrigida lascia profonda delusione. Le risposte fornite rispetto agli interventi richiesti sono assolutamente sproporzionate rispetto alla gravità della situazione e alle reali necessità di un comparto produttivo che rappresenta un pilastro dell’economia, dell’identità e della storia dei nostri territori. Non siamo di fronte a una difficoltà passeggera o a una semplice rivendicazione di categoria, ma a una crisi che investe la sostenibilità economica delle aziende, il reddito degli olivicoltori, la tenuta delle filiere, l’occupazione e la sopravvivenza di intere comunità rurali”.
Secondo l’esponente di Confagricoltura Bari–Bat, ” l’olivicoltura non può essere considerata un settore marginale da gestire con soluzioni temporanee.
Si tratta di un comparto strategico per il Paese, custode di paesaggio, biodiversità e competenze storiche.Limitarsi a misure insufficienti, senza una strategia concreta, strutturale e commisurata alla dimensione della crisi, significa non cogliere la portata del problema e rischiare di lasciare soli gli agricoltori che ogni giorno continuano a investire, lavorare e presidiare i territori.Il rischio è gravissimo: se non si interviene con decisione, risorse adeguate e strumenti efficaci, non sarà in discussione soltanto la tenuta del comparto olivicolo e oleario, ma l’intero equilibrio del sistema agricolo del Sud Italia”
La richiesta del mondo agricolo meridionale è chiara e immediata: stop agli annunci, spazio a interventi concreti e tempestivi capaci di salvaguardare il reddito delle imprese e di azzerare i ritardi accumulati, che rischiano di provocare danni irreversibili.
“La delusione nasce proprio dalla distanza evidente– conclude Donato Rossi- tra la gravità delle richieste avanzate dal mondo produttivo e l’inadeguatezza delle risposte ricevute”.



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