Di seguito un comunicato diffuso dal coordinamento nazionale docenti delle discipline dei diritti umani:
In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della povertà, che ricorre il 17 ottobre, il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani richiama l’attenzione delle istituzioni sulle conseguenze dell’emergenza abitativa, alla quale le Nazioni Unite dedicano una particolare attenzione nel 2026 attraverso il tema Safe Homes for All. Il progressivo aumento dei costi delle abitazioni, soprattutto nei principali centri urbani, rappresenta una criticità che interessa anche lavoratori con un’occupazione regolare, determinando condizioni di crescente vulnerabilità economica e sociale.
Una situazione particolarmente significativa riguarda il personale scolastico fuori sede, sia a tempo indeterminato sia con incarichi a tempo determinato, che in numerose città del Centro-Nord incontra difficoltà sempre maggiori nel reperire alloggi economicamente sostenibili. Molti docenti sono costretti a limitare la propria sistemazione all’affitto di una stanza in appartamenti condivisi con altri lavoratori, affrontando condizioni di disagio che incidono sulla riservatezza personale, sulla qualità della vita quotidiana e sulla possibilità di disporre di ambienti adeguati anche allo svolgimento delle attività professionali che proseguono oltre l’orario scolastico.
La questione assume una rilevanza ancora maggiore quando si considerano le conseguenze sull’intero nucleo familiare. Per numerosi insegnanti, il costo della permanenza nella sede di servizio si aggiunge alle spese sostenute dalla famiglia nel comune di residenza, comportando una duplicazione degli oneri abitativi e un incremento delle uscite per alimentazione, utenze e trasporti. L’aumento del costo della vita e l’elevata incidenza dei canoni di locazione sulle retribuzioni possono determinare una progressiva erosione del reddito disponibile, esponendo anche famiglie sostenute da un’occupazione stabile al rischio di impoverimento. A queste difficoltà si accompagnano le conseguenze della prolungata separazione familiare, che può incidere sull’organizzazione domestica, sulla cura dei figli e sulla continuità delle relazioni affettive.
Particolarmente delicata risulta la condizione dei docenti precari, per i quali l’incertezza sulla durata degli incarichi e sulle successive sedi di assegnazione rende complessa la programmazione delle spese e la ricerca di soluzioni abitative stabili. Non meno rilevanti sono le difficoltà incontrate dal personale di ruolo che, pur disponendo di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, continua a sostenere per anni i costi di una permanenza lontana dalla propria residenza familiare. Si determina così una situazione nella quale la stabilità contrattuale non coincide necessariamente con un’adeguata sicurezza economica e abitativa.
Il CNDDU osserva che tale fenomeno non può essere considerato esclusivamente una questione individuale, poiché la sostenibilità della permanenza nelle sedi di servizio può incidere anche sulla continuità didattica e sull’organizzazione delle istituzioni scolastiche. La difficoltà di affrontare i costi abitativi nei territori caratterizzati da maggiore pressione immobiliare può condizionare le scelte di mobilità professionale e l’accettazione degli incarichi, contribuendo ad accentuare criticità già presenti nella distribuzione territoriale del personale.
La problematica si inserisce in un contesto più ampio di vulnerabilità sociale. I dati Istat relativi al 2025 indicano che circa 5,4 milioni di persone in Italia vivono in condizioni di povertà assoluta, mentre a livello internazionale oltre 2,8 miliardi di individui sperimentano differenti forme di inadeguatezza abitativa. Si tratta di fenomeni distinti, ma che evidenziano la necessità di considerare il costo e la qualità dell’abitare nell’ambito delle politiche di contrasto all’impoverimento, anche per le conseguenze che l’instabilità domestica può produrre sulla continuità educativa dei minori.
Il CNDDU ritiene pertanto opportuno promuovere una maggiore attenzione istituzionale alle condizioni abitative del personale scolastico fuori sede, attraverso un confronto tra amministrazione dell’istruzione, enti territoriali e soggetti competenti nelle politiche per la casa. La legge 9 dicembre 1998, n. 431, in materia di locazioni abitative, costituisce un riferimento normativo significativo per la valutazione degli strumenti di sostegno all’accesso agli alloggi, mentre la specificità della mobilità professionale del personale scolastico richiede un approfondimento sulle possibili misure di accompagnamento, anche in relazione alle differenze territoriali dei costi.
La Giornata internazionale per l’eliminazione della povertà offre dunque l’occasione per richiamare l’attenzione su una forma di disagio che coinvolge persone regolarmente occupate, ma sempre più esposte alla riduzione della propria capacità economica a causa delle spese indispensabili per lavorare lontano da casa. Il Coordinamento auspica che la sostenibilità abitativa dei docenti e la tutela dell’equilibrio economico delle loro famiglie trovino adeguato spazio nella programmazione delle politiche pubbliche. La mobilità professionale, necessaria a garantire il funzionamento del sistema scolastico nazionale, non dovrebbe trasformarsi in una condizione di progressivo impoverimento, né comportare sacrifici economici e familiari tali da rendere sempre più difficile la permanenza nei territori di servizio.








