Scrive Filippo Mele:
Melfi. In fila indiana dal distributore IP sulla SS 655 sino allo stabilimento Stellantis, e ritorno. È il tragitto della mobilitazione di oggi contro l’aumento dei carburanti e i costi di gestione che stanno mettendo in ginocchio agricoltura, trasporti e famiglie. La marcia, secondo gli organizzatori – ha provocato disagi alla circolazione con una coda che ha raggiunto anche i 5 chilometri.
Pasquale Bruno (Coordinamento Agricoltori Basilicata): «Siamo con gli agricoltori del Vulture Melfese Alto-Bradano. Come eravamo ieri sulla Jonica e come saremo a Satriano, lunedì. La crisi non ha confini provinciali ma un unico indirizzo: la Regione Basilicata. Caro carburante, concimi, visite mediche e corsi scaricati sugli imprenditori. Problemi noti e ignorati. L’assessore Cicala ripete da aprile che si sta provvedendo: stessa frase, mesi diversi, zero risultati».
Giuseppe Corrado e Mario Nicola Di Dio (Europa Verde – AVS Basilicata): “Solidarietà a chi protesta. Non sono semplici disagi alla circolazione: è la terra che chiede di essere ascoltata. Uomini e donne che si alzano alle 4 del mattino schiacciati da prezzi bassi, costi raddoppiati, crisi idrica e burocrazia».
La denuncia sui fondi UE: Europa Verde – AVS richiama i dati della Corte dei Conti sulle frodi agricole in Italia (1.433 casi nel 2022-2023 per 137,6 milioni di euro), ricordando anche la recente truffa da 550mila euro scoperta a Matera per false domande PAC: «Mentre gli agricoltori veri sono in strada per il caro gasolio, c’è chi incassa contributi senza essere mai salito su un trattore».
Le 3 richieste aggiuntive al Governo Meloni e alla giunta Bardi, oltre a quelle di misure “serie e risolutive” contro caro carburanti e carovita:
1️Tolleranza zero sulle frodi PAC e più controlli.
2️Priorità ai fondi UE per chi lavora davvero la terra e per i giovani.
3️Trasparenza totale: pubblicazione dell’elenco beneficiari PAC in Basilicata.






