rendimentogold

basilepiccolo

Fritrak - Trasporto acqua


Matera: proiettato il film su Giuseppe Calabrese che da Bari rivoluzionò il trasporto delle merci Iniziò in una piccola officina

20260930 185126

Di Gianni Mercadante:

A volte basta un’immagine per riportare indietro di decenni una persona. Un cancello, una macchina, un reparto, un volto che riaffiora sullo schermo. È quello che è successo al Cinema Guerrieri di Matera, dove molti degli ex dipendenti delle Officine Calabrese si sono ritrovati davanti alla storia di un uomo e di un’azienda che hanno segnato profondamente la vita industriale barese.
Il film è L’inventore del Levante, realizzato dal regista Giuseppe Rossi e presentato nell’ambito del Matera International Film Festival. Cinquantacinque minuti per raccontare Giuseppe Calabrese, l’imprenditore che nel dopoguerra partì da una piccola officina e riuscì a trasformarla in un’industria capace di produrre, crescere e confrontarsi con mercati lontani.
Ma a Matera, più che la storia di un’azienda, è sembrato di assistere alla riapertura di un album di famiglia. Tra il pubblico c’erano infatti molti uomini che in quelle Officine hanno trascorso anni della loro vita. Per loro le immagini del film non appartenevano davvero al passato: erano luoghi conosciuti, persone incontrate, giornate di lavoro vissute sulla propria pelle.
È forse questo il tratto più interessante del documentario di Rossi. La storia industriale non viene raccontata soltanto attraverso date, produzioni e risultati, ma attraverso le persone che hanno conosciuto Calabrese e che ne hanno accompagnato il percorso.
Nel film compaiono i figli Lorenzo e Vincenzo Calabrese, la nipote Enza De Mola, i collaboratori Silvano Prayer, Giovanni Mercadante, Cesare Schiraldi e i giornalisti Gustavo Del Gado, Lino Patruno, Max Sisto e Riccardo Figliolia di Confimi Industria, insieme ad altre testimonianze.
La vicenda parte dalla Bari del secondo dopoguerra. Nel 1947, alla Fiera del Levante, la presentazione del camion ribaltabile segna uno dei momenti decisivi della sua avventura. Da lì prende forma un’industria che cresce rapidamente, amplia la propria produzione e arriva a guardare anche ai mercati esteri.
Eppure, quando si parla di Calabrese, i numeri sembrano non bastare.
Il ricordo che ha cambiato il senso della serata
Dopo la proiezione, Gianni Maragno ha aperto il confronto con il pubblico. Ed è stato in quel momento che il film ha lasciato spazio alla memoria diretta.
Un ex dipendente ha raccontato il suo rapporto con il Cavaliere e ha pronunciato, in sostanza, la frase che forse più di tutte restituisce il significato di quella esperienza: per molti lavoratori Giuseppe Calabrese era diventato quasi un padre.
Il Gruppo era arrivato a contare circa 2.200 dipendenti. Eppure, secondo il ricordo del lavoratore, Calabrese conosceva le persone che lavoravano con lui, nome e cognome. Non era un uomo di molte parole e non aveva l’abitudine di manifestare continuamente il proprio riconoscimento ai collaboratori. Ma, ha raccontato l’ex dipendente, sapeva di essere ricambiato dall’affetto dei suoi lavoratori.
È un particolare che dice forse più di qualsiasi cifra sulle Officine Calabrese. Perché una fabbrica può essere misurata in metri quadrati, mezzi prodotti e numero di dipendenti. Ma la sua vera storia, quella che rimane dopo molti anni, è fatta delle persone che l’hanno attraversata.

Il passato che incontra il presente

Damiano Basile e Pino Bruno
Al confronto ha partecipato anche Leonardo Fuina, presidente del MATIFF, che ha espresso il proprio apprezzamento per il lavoro di Giuseppe Rossi e per l’iniziativa promossa e finanziata da Pino Bruno, presente con il socio Damiano Basile.
da sx Damiano Basile Pino BrunoE proprio Bruno rappresenta il punto di contatto tra quella storia e il presente. Nel 2021 ha acquisito lo storico stabilimento delle ex Officine Calabrese, avviando un progetto di riqualificazione destinato a restituire una funzione a un luogo rimasto per anni sospeso tra il passato industriale e l’incertezza del futuro.
È inevitabile, quindi, che durante la serata si sia parlato anche di memoria. Un ex lavoratore ha ricordato che all’ingresso dello stabilimento era stato piantato un albero dedicato a Giuseppe Calabrese. L’albero, con il tempo, è morto.
Da qui una proposta rivolta a Bruno: sostituire quel segno naturale con un monumento dedicato al Cavaliere. Non una semplice opera commemorativa, ma un modo per lasciare qualcosa proprio nel luogo dove quella storia è nata e si è sviluppata.
Una grande crescita, poi il cambiamento
La vicenda delle Officine, naturalmente, non è soltanto una storia di successo. Dopo la fase della crescita arrivarono gli anni difficili.
I rapporti con la Libia avevano rappresentato una componente importante dell’attività internazionale del Gruppo, ma i cambiamenti dello scenario geopolitico degli anni Ottanta finirono per incidere anche sulle prospettive dell’azienda.
La parabola di Calabrese diventa così quella di tante imprese che hanno conosciuto l’espansione, la conquista di nuovi mercati e poi la difficoltà di adattarsi a un mondo profondamente cambiato.
Oggi lo stabilimento può però raccontare un’altra storia. La riqualificazione avviata da Pino Bruno apre una nuova fase proprio là dove per decenni il nome Calabrese è stato sinonimo di industria e lavoro.
Forse è questo il motivo per cui la serata di Matera ha lasciato una sensazione particolare. Il film di Giuseppe Rossi ha riportato sullo schermo un pezzo della Bari industriale del Novecento. Gli ex dipendenti, con i loro ricordi, hanno riportato quella storia alla sua dimensione più vera. Non quella delle statistiche, ma quella degli uomini.
E alla fine, più ancora della parabola dell’imprenditore, è rimasta la figura di un uomo ricordato da chi ha lavorato con lui. Un uomo che per molti fu un datore di lavoro, per alcuni un punto di riferimento e, come è stato detto quella sera, quasi un padre.
Forse anche per questo l’idea di un monumento alle ex Officine non appare soltanto come un omaggio a Giuseppe Calabrese. È il desiderio di lasciare un segno per tutti coloro che, entrando ogni giorno da quei cancelli, hanno contribuito a costruire quella storia.



Fritrak - Trasporto acqua




Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *