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Cinghiali: “l’Alta Murgia ancora sotto assedio” Coldiretti Puglia

Alta Murgia sotto assedio dei cinghiali

Di seguito un comunicato diffuso da Coldiretti Puglia:

I cinghiali continuano a entrare nei campi dell’Alta Murgia, a devastare le colture e a mettere sotto pressione aziende agricole che da anni chiedono interventi efficaci, nel frattempo i Piani di gestione e contenimento nei Parchi nazionali del Gargano e dell’Alta Murgia procedono ancora tra passaggi amministrativi e adempimenti, mentre la Regione Puglia ha già sostenuto 2,4 milioni di euro in un solo anno per risarcire i danni provocati dalla fauna selvatica, compresi quelli legati agli incidenti stradali. A denunciarlo è Coldiretti Puglia, che torna a chiedere interventi urgenti contro la sovrappopolazione dei cinghiali e sull’attuazione degli interventi nei due Parchi nazionali.

Il paradosso è evidente, considerato che mentre negli uffici si lavora sui Piani, nei territori i cinghiali continuano a circolare e a entrare nelle aziende agricole. Nell’Alta Murgia il Piano di gestione del cinghiale 2026-2030 è stato deliberato a fine luglio, ma risultava ancora in attesa del parere ISPRA. Nel Parco nazionale del Gargano il Piano non era invece ancora stato redatto e intanto l’emergenza non si mette in pausa in attesa che si completi l’ennesimo passaggio burocratico.

Coldiretti Puglia chiede che si cambi passo, perché non è più accettabile che gli agricoltori debbano continuare a difendere i propri terreni mentre la risposta pubblica procede a velocità incompatibili con quella dell’emergenza. La Regione ha adottato il proprio Piano di contenimento, ma nei Parchi nazionali occorre arrivare rapidamente alla piena operatività degli strumenti previsti, con responsabilità chiare, tempi verificabili e risultati misurabili.

Per Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Puglia, “non possiamo continuare a parlare di emergenza se poi l’emergenza resta nei campi. Nell’Alta Murgia le incursioni dei cinghiali continuano e questo significa che il problema non è affatto risolto. Gli agricoltori non possono aspettare che i tempi della burocrazia coincidano, prima o poi, con quelli della fauna selvatica. Servono interventi concreti e coordinati, perché ogni ritardo si traduce in nuovi danni alle colture, nuovi rischi e nuove risorse pubbliche da destinare ai risarcimenti”.

Nel 2025 in Puglia sono stati abbattuti 2.765 cinghiali, di cui 1.008 attraverso il selecontrollo e 1.750 con l’attività venatoria, mentre dal primo ottobre al 31 gennaio sarà aperta la stagione di caccia al cinghiale fuori dalle aree protette, con l’introduzione anche della caccia collettiva con l’ausilio dei cani, nell’obiettivo di rendere più incisivi gli interventi e ridurre ulteriormente la popolazione.

Nell’Alta Murgia esiste già un Centro di lavorazione della selvaggina, dove la macellazione dei capi era iniziata a gennaio 2026. Dopo circa venti capi, però, l’attività si è fermata per la mancata possibilità di commercializzazione delle carni. Il prodotto in uscita dal centro è certificato dal Dipartimento di Veterinaria di Bari ed è stato elaborato un progetto di filiera che potrebbe diventare un progetto pilota, con una capacità stimata di circa 800 capi l’anno.

Coldiretti Puglia considera positiva la prospettiva di costruire una filiera corta della carne di cinghiale pugliese e, in prospettiva, di arrivare a un marchio Cinghiale di Puglia, ma la filiera può essere uno strumento della gestione, non l’alibi per rimandare il contenimento. Valorizzare le carni significa creare un percorso tracciato, sottoposto a controlli veterinari e garantire sicurezza alimentare, ma prima ancora bisogna ridurre una popolazione che oggi continua a esercitare una pressione insostenibile sull’agricoltura e sul territorio.

Coldiretti Puglia chiede quindi alla Regione di assumere un ruolo di coordinamento forte e di promuovere un Piano straordinario regionale per il contenimento dei cinghiali, mettendo in rete Regione, Parchi nazionali e tutti gli enti competenti, con obiettivi quantitativi, tempi certi e verifiche periodiche sull’efficacia degli interventi.



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