Di seguito un comunicato diffuso dalla Guardia di finanza:
I Finanzieri del Comando Provinciale di Barletta-Andria-Trani, nell’ambito delle generali funzioni attribuite al
Corpo in materia di ricerca e prevenzione di fenomeni illeciti connotati da elevata perniciosità sul piano fiscale,
hanno elaborato una metodologia operativa funzionale all’individuazione di partite IVA, aventi sede legale nella
circoscrizione della Provincia, connotate da elevati indici di rischio, quali:
– inoperatività aziendale da almeno tre esercizi finanziari;
– titolarità di ingenti debiti verso l’Erario mai onorati;
– ricorrenza di ulteriori elementi di rischio, tra i quali l’esistenza di precedenti giudiziari di specifica matrice
lucrogenetica in capo ai rappresentanti legali.
Tale metodologia ha lo scopo di prevenire ulteriori fenomeni illeciti perpetrabili attraverso partite IVA
inoperative, quali l’emissione di fatture per operazioni inesistenti, l’indebita percezione di erogazioni pubbliche
(crediti d’imposta, finanziamenti, contributi), nonché il riciclaggio di proventi derivanti da attività delittuose.
Attraverso tale analisi predittiva, specificamente condotta dalla Compagnia di Trani, è stato possibile individuare
una platea di 58 imprese ad alto rischio frode nel territorio che, in assenza di un tempestivo e incisivo intervento
delle Fiamme Gialle, avrebbero potuto alterare la concorrenza, con ciò arrecando ulteriori danni alle casse dello
Stato e alterando l’ordine pubblico economico della provincia, alterando la libera concorrenza.
La pericolosità delle partite IVA selezionate è stata confermata dalla titolarità di debiti multimilionari nei
confronti dell’Erario, nonché, in taluni casi, la gestione delle stesse a opera di rappresentanti legali con
precedenti giudiziari specifici, tra i quali si annoverano fatti di truffa, ricettazione e bancarotta fraudolenta.
L’azione della Polizia Economico Finanziaria a carattere preventivo è stata resa possibile attraverso l’utilizzo di
uno strumento recentemente introdotto nella legislazione tributaria, per effetto del quale è stata avanzata richiesta
all’Agenzia delle Entrate di disporre la cessazione della partita IVA delle imprese segnalate, l’esclusione dalla
banca dati dei soggetti passivi che effettuano operazioni intracomunitarie (VIES) e l’applicazione delle sanzioni
amministrative per un ammontare complessivo di 174.000 euro.
Il provvedimento richiesto ha consentito sia di prevenire l’impiego delle partite IVA segnalate per la
commissione di condotte illecite, sia di imporre l’apertura di una nuova partita IVA esclusivamente dietro
presentazione di una fideiussione bancaria del valore di almeno 50.000 euro.
All’esito del monitoraggio eseguito dalle Fiamme Gialle della Provincia, è stato possibile ottenere i seguenti
risultati:
– n. 12 provvedimenti di cessazione di P.IVA a rischio frode ai sensi dell’articolo 35 co. 15 bis 1 del D.P.R.
633/1972;
– n. 36 provvedimenti di cessazione di P.IVA d’ufficio;
– n. 10 cessazioni di P.IVA operate dal contribuente.
La Guardia di Finanza contrasta le frodi non solo sul piano repressivo ma anche nella prospettiva di prevenzione
degli illeciti fiscali stimolando la complianc






