Scrive Francesco Dello Spirito Santo, insegnante di Conversano:
DALLE RICERCHE DI MIO ZIO TOMMASO DELLO SPIRITO SANTO: 8 settembre 1943 giorno dell’armistizio finisce l’alleanza con la Germania nazista, in quanto riconosciuta la impossibilità di continuare la impari lotta contro la soverchiante potenza avversaria, nell’intento di risparmiare ulteriori e più gravi sciagure alla nazione, viene chiesto da Badoglio un armistizio al generale Eisenhower, comandante in capo delle forze alleate anglo-americana. Oggi 8 settembre vorrei ricordare l’inizio della Resistenza Italiana al nazifascismo e in particolare i 650 mila militari italiani catturati dai tedeschi,dopo l’armistizio che nonostante le sofferenze e il trattamento disumano subito nei lager, scelsero di Resistere dicendo NO di aderire alla repubblica sociale fascista di Salò e di non combattere affianco i tedeschi. I militari italiani, vengono considerati disertori, oppure franchi tiratori e quindi giustiziabili se resistenti,in molti casi ,gli ufficiali vengono trucidati come a Cefalonia. Hitler,complice Mussolini,non li riconosce come prigionieri e per poterli schiavizzare ,li classifica internati italiani IMI) categoria ignorata dalla convenzione di Ginevra sui prigionieri del 1929. Degli 800 mila militari italiani 650 mila scelgo di NON ADERIRE alla repubblica sociale fascista di Salò,tra cui mio padre,che si trovava a Patrasso (Grecia)su di una nave da guerra,come capo segnalatore. Considerato prigioniero IMI fu rinchiuso e internato in un campo di concentramento nazifascista in Germania a Luchenwalde dal 1943 al 1945 privo come tutti gli altri,di tutele internazionali e obbligati al lavoro forzato con scarsi viveri, angherie e vessazioni. Sopravvissuto alla fame, malattie e vessazioni,fu liberato dai russi, ritornò a casa molto dimagrito. L’ Italia fu liberata il 25 Aprile 1945 e di mio padre non si sapeva nulla. Mia madre si rivolse , tramite la parrocchia al Vaticano,che all’epoca si interessava dei dispersi in guerra e nel Giugno del 1945, arrivo’ un telegramma dal Vaticano,nel quale si annunciava che mio padre si trovava a Berlino salvo. Firmato Montini,il futuro Papa Paolo VI. Tra tutti gli internati, ci furono oltre 50 mila morti di stenti, malattie, vessazioni e fucilazioni. Quelli che scelsero la reclusione dunque, dissero un NO di RESISTENZA di OPPOSIZIONE di LIBERTÀ DI COSCIENZA un NO! ANTIFASCISTA, un NO a tornare a combattere contro altri fratelli italiani, un NO PER IL SOGNO DELLA PACE. ED È GIUSTO RICORDARE IL LORO SACRIFICIO. PER NON DIMENTICARE! MAI PIÙ FASCISMO, NEMMENO QUELLO DEL TERZO MILLENNIO E DEI CAMUFFATI CHE RISIEDONO IN PARLAMENTO. In allegato Croce di Merito e telegramma del Cardinale Montini il futuro Papa Paolo VI.






