Di seguito un comunicato diffuso da Coldiretti Puglia:
Tutto esaurito negli agriturismi pugliesi nel mese clou delle vacanze, con la campagna che si conferma tra le mete più richieste da chi sceglie soggiorni a contatto con la natura, prodotti locali ed esperienze autentiche, rafforzando il ruolo dell’agriturismo come asset strategico del turismo regionale, capace di valorizzare il lavoro degli agricoltori e il patrimonio rurale della Puglia. Ad affermarlo è Coldiretti Puglia, sulla base dei dati ISMEA contenuti nel Rapporto 2026 “Agriturismo e multifunzionalità”, secondo cui la Puglia si conferma uno dei poli agricoli e agrituristici più rilevanti del Mezzogiorno, con un sistema rurale capace di generare valore economico e attrattività turistica, dove la produzione agricola primaria regionale raggiunge i 5,7 miliardi di euro, a cui si aggiunge oltre 1 miliardo di euro derivante dalle attività connesse, tra cui la multifunzionalità delle imprese agricole e l’ospitalità rurale.
Secondo i dati disponibili, la Puglia conta 946 aziende agrituristiche autorizzate, pari al 3,6% della quota nazionale, che hanno registrato una crescita sia degli arrivi, con 223.166 turisti (+7,3%), sia delle presenze, pari a 766.861 pernottamenti (+9%). Particolarmente significativo – aggiunge Coldiretti Puglia – il peso della componente internazionale: il 51,5% delle presenze, pari a 394.846 unità, arriva dall’estero, confermando l’attrattività della campagna pugliese per i visitatori stranieri.
Una crescita che si inserisce in un quadro turistico regionale positivo, con la Puglia che ha registrato dall’inizio del 2026 un aumento degli arrivi e delle presenze di turisti, rispettivamente, del 3 e del 5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, sostenuta soprattutto dalla crescita della domanda internazionale e dalla ricerca di esperienze legate alle produzioni tipiche, al vino, all’olio e alla cucina tradizionale.
“L’agriturismo pugliese sta vivendo una fase di grande attenzione perché interpreta perfettamente il nuovo modo di viaggiare. Non basta più scegliere una destinazione, oggi il turista vuole entrare in relazione con il territorio, conoscere chi produce il cibo che porta in tavola, vivere le tradizioni e scoprire il patrimonio rurale – dichiara Antonio Baselice, presidente di Terranostra Puglia – Le nostre aziende agricole offrono molto più di un pernottamento: sono luoghi dove si raccontano le produzioni locali, dove olio, vino, ortaggi, formaggi e piatti della tradizione diventano strumenti di conoscenza e promozione della Puglia. L’agriturismo rappresenta una straordinaria opportunità per rafforzare il legame tra agricoltura e turismo, sostenendo l’economia delle aree interne e valorizzando paesaggio, biodiversità e identità dei territori”.
A trainare il settore sono soprattutto le esperienze legate al mondo agricolo, con degustazioni, percorsi tra uliveti e vigneti, conoscenza delle lavorazioni stagionali e riscoperta delle ricette della tradizione. Gli agriturismi diventano così un punto di incontro tra visitatori e comunità locali, contribuendo anche alla destagionalizzazione dei flussi turistici e alla valorizzazione dei piccoli borghi e delle campagne pugliesi.
Sempre più richiesti sono anche i percorsi e le attività esperienziali proposte dagli agriturismi pugliesi: dalle passeggiate tra uliveti, vigneti e frutteti alla raccolta stagionale dei prodotti agricoli, dalle degustazioni guidate di olio extravergine, vini e specialità locali ai laboratori dedicati alla pasta fresca, alla panificazione e alle conserve tradizionali. Accanto alle attività più legate alla vita in campagna crescono anche proposte innovative come gli aperitivi tra gli ulivi al tramonto, le cene a chilometro zero sotto le stelle, i percorsi sensoriali alla scoperta dei profumi e dei sapori della terra, le esperienze di apicoltura, gli orti didattici, le attività per bambini e famiglie, fino ai soggiorni dedicati al benessere immersi nella natura. Un’offerta che trasforma la permanenza in agriturismo in un’esperienza da vivere e ricordare, capace di mettere insieme ospitalità, agricoltura e cultura del territorio.
“Il turismo rurale – conclude Baselice – è una delle chiavi per distribuire meglio i benefici della crescita turistica, portando valore anche lontano dalle sole mete costiere e rafforzando il ruolo dell’agricoltura come elemento centrale dello sviluppo economico e sociale della regione”.






