Di Agostino Convertino:
La gente di mare sa essere resiliente, paziente e creativa ma soprattutto rispondente ad un codice – non scritto – che esalta il lavoro di squadra. Ogni buon capitano sa che, oltre la competenza, contano la fiducia reciproca e l’armonia che caratterizzano qualunque lavoro di equipe.

La nave posatubi – un concentrato di alta tecnologia lungo come quattro campi di calcio messi in fila – si chiama “Castorone”, orgoglio della flotta Saipem e lui, “il capitano”, è Niccolò Bovini – pugliese di Martina Franca – che nel suo lavoro mette sicuramente le doti di pragmatismo e precisione ereditati dalla sua gente.
Sulla terraferma è un uomo normalissimo, un cinquantenne sposato con tre figlie molto legato alla sua famiglia e alla sua terra d’origine. Si è fatto le ossa su grandi navi da crociera e oggi deve garantire la preziosa opera di 700 tecnici di alta scuola che agiscono 24 ore su 24 in ogni condizione meteomarina, sui fondali di tutto il mondo, si assume enormi responsabilità.
Sa che dalla sua missione dipende la qualità della vita di milioni di persone in un periodo storico difficile, in cui la movimentazione marittima delle risorse energetiche è resa difficile dalle condizioni geopolitiche globali e la funzione di oleodotti e gasdotti è diventata fondamentale per i destini del pianeta.
(foto home page: tratta da Saipem; immagine interna: tratta da Romania Te Iubesc)









