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L’attentato a Togliatti, 78 anni fa: anche Taranto fu sull’orlo della rivolta, negli scontri morirono un operaio e un poliziotto Giorni pericolosissimi per l'intera Italia

Palmiro Togliatti 00504708

La prodezza di Bartali con la vittoria al Tour de France, si è sempre detto, servì non poco a placare un Paese che era andato in tilt per quell’attentato. Come, ad esempio, Taranto.

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Scrive Mario Guadagnolo, storico e già sindaco di Taranto:

Il 14 luglio 1948, 78 anni fa, Antonio Pallante, uno studente di giurisprudenza anticomunista e simpatizzante dell’uomo qualunque, esattamente alle 11.30 del 14 luglio del 1948, con tre colpi di pistola sparati a distanza ravvicinata mentre Togliatti esce da Montecitorio in compagnia di Nilde Iotti, attentava alla vita del leader comunista.
Fortunatamente Togliatti, operato immediatamente dal prof. Valdoni, si salva. In seguito all’attentato si scatenano disordini con morti in numerose città, scontri tra comunisti e forze dell’ordine e scontri tra cittadini di opposte fazioni. Incidenti si verificano in diverse località: Roma, La Spezia, Genova, Livorno. A Napoli perdono la vita un operaio Angelo Fischietti, e uno studente Giovanni Quindo, entrambi ventiseienni. Ad Abbadia San Salvatore i militanti del PCI occupano il Comune e durante i disordini muore l’agente Battista Carloni. A Taranto gli operai dell’Arsenale lasciano il posto di lavoro, proclamano lo sciopero e si radunano in Piazza Ebalia dove c’è la Camera del Lavoro e dove iniziano gli scontri con la polizia. La Polizia spara. E‘ la rivolta. Un tenente della polizia da un’auto spara un colpo di pistola che colpisce l’operaio socialista Angelo Latartara in piena fronte. Negli scontri perde la vita anche l’agente di polizia Giovanni D’Oria. Il giorno successivo al tragico evento si svolgono i funerali di Latartara in un’atmosfera di grande tensione e con grande partecipa zione di popolo. Il segretario della CGIL Giuseppe Di Vittorio proclama lo sciopero generale. Il democristiano Mario Scelba, ministro dell’Interno, impartisce disposizioni ai prefetti per vietare ogni forma di manifestazione. L’intero paese sembra sull’orlo della guerra civile. Gli accordi di Yalta e la presenza di truppe statunitensi sul territorio italiano sconsigliano però un’insurrezione armata. Il 16 luglio, il ministro dell’Interno Mario Scelba comunica il bilancio ufficiale degli incidenti seguiti all’attentato. Tra le forze di polizia ci sono sette morti e 120 feriti; tra i cittadini sette morti e 86 feriti. Basterebbe un segnale e la rivolta si trasformerebbe in una insurrezione. Ma il segnale non c’è. Il Paese torna lentamente alla normalità. L’intervento di Valdoni salva Togliatti. E proprio Togliatti dal suo letto di ospedale invita alla calma. Secchia e Longo, membri della Direzione del partito, bloccano la rivolta e sedano gli animi. La possibile insurrezione di massa dei militanti comunisti si arresta davanti all’ordine di Togliatti di mantenere la calma.
A Taranto Odoardo Voccoli, leader dei comunisti tarantini, con un comizio in piazza Ebalia invita alla calma i lavoratori e indica la via della lotta democratica.
Personalmente non ho mai amato e non amo la figura di Togliatti poiché provengo da un’altra storia, non lo considero “Il migliore” come i militanti del PCI e tra i miei antenati non ci sono né lui, né Gramsci, Secchia o Terracini ma Turati, Matteotti, Pertini, Nenni e Lombardi. Tutta un’altra storia. Cionondimeno in questo anniversario voglio ricordare il senso di responsabilità e il grande senso dello Stato di Togliatti. Dopo il 18 aprile di quello stesso anno, a tre mesi dalla vittoria della DC sul Fronte popolare, gli animi erano esacerbati e la tensione era tale che un’insurrezione era assolutamente possibile e nell’ordine naturale delle cose. E l’insurrezione sarebbe automaticamente sfociata in una guerra civile dagli esiti imprevedibili per i lavoratori. Un’altra guerra dopo il disastro a cui il Fascismo aveva portato il Paese con il secondo conflitto mondiale sarebbe stata una catastrofe per l’Italia. Fortunatamente l’insurrezione non ci fu e il merito va ascritto interamente al senso di responsabilità e al senso dello Stato di Palmiro Togliatti e del PCI.

(foto: tratta da Wikipedia) 



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