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Matera: la mostra fotografica “Mediterraneo” di Mimmo Jodice Inaugurazione domani

mimmo jodice FOTO

Di Nino Sangerardi:

Lunedì 6 luglio 2026 alle ore 19 all’interno  di Palazzo Lanfranchi, sede dei Musei Nazionali di Matera, si terrà l’inaugurazione della mostra fotografica Mimmo Jodice “MEDITERRANEO” a cura di Carlo Sala.

“Uno sguardo contemporaneo sull’antico, capace di restituire ai nostri giorni e rinnovare nel tempo odierno l’aura originaria di opere e monumenti di un Mediterraneo perduto. Una immersione nella visione del passato attraverso immagini potenti, frutto di un’arte fotografica trasformativa. È questo e altro Mimmo Jodice”. Mediterraneo, la mostra che dal 7 luglio all’8 novembre 2026 accoglie il pubblico , per poi approdare al Centre d’Art Moderne di Tétouan in Marocco dagli inizi di dicembre 2026 a metà febbraio 2027.

Promossa dall’Unità di Missione per la Cooperazione culturale con l’Africa e il Mediterraneo allargato del Ministero della Cultura, in collaborazione con il Comune di Matera, la Fondazione Matera Basilicata 2019, il MUNAF – Museo Nazionale di Fotografia e lo Studio Jodice grazie alla disponibilità dei Musei nazionali di Matera presso Palazzo Lanfranchi, e con la consulenza scientifica della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, l’esposizione rientra nell’ambito  di Matera e Tétouan Capitali Mediterranee della Cultura e del Dialogo 2026, in un legame anche simbolico tra le due sponde del Mediterraneo.

In mostra sono esposte  83 opere fotografiche, di cui 68  stampe vintage ai sali d’argento su carta baritata con viraggio al selenio realizzate dall’artista stesso tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta e appartenenti alla celebre serie Mediterraneo: provengono dalla Collezione privata I Cotroneo, Roma e sono state concesse in prestito a fini espositivi dal collezionista stesso e dalla Collezione Farnesina del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale che ne conserva in deposito e ne espone una parte.

Completano e integrano la mostra 5 opere di grande formato della serie Danzatrici e  un appendice di 10 opere vintage e moderne dedicata alle ricerche più recenti di Mimmo Jodice sul Mediterraneo, provenienti dallo Studio Jodice. Insieme costituiscono il corpus della prima grande mostra monografica istituzionale dopo la scomparsa dell’artista, ” indiscusso protagonista della storia della fotografia europea contemporanea, e una grande occasione per ripresentare al pubblico e aggiornare la serie ormai storica di Mediterraneo, dimostrando come l’artista sia tornato su queste ricerche in maniera costante e dolcemente caparbia negli anni”.

Le immagini sono il frutto di numerose ricognizioni dedicate alla cultura mediterranea e all’archeologia, a partire dalla terra natale, a cui Jodice fu sempre legato, con le visioni di Paestum, Pompei, Cuma, Baia. Lo sguardo poi si allarga a un Mediterraneo più ampio, che va dalla Grecia alla Turchia, dalla Giordania alla Tunisia, dalla Francia alla Libia.Fra le opere più celebri ci sono gli Atleti della Villa dei Papiri di Ercolano e Le Danzatrici, conservate al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, in cui ” le antiche sculture emergono da ombre che le rendono dinamiche, quasi animate da uno slancio vitale. Si tratta di immagini dal forte pathos emotivo, così come tutte quelle in mostra ritraenti monumenti e statuaria, reso possibile dal sapiente uso tecnico della fotografia sia in fase di ripresa, che in camera oscura, dove l’artista ha accentuato i contrasti e reso i neri profondi e i bianchi abbacinanti”.

L’evento è inoltre occasione per la riedizione ampliata e aggiornata del libro Mediterraneo, dato alle stampe dalla casa editrice newyorchese Aperture, che accompagnò una prima rilevante mostra delle immagini di Jodice al Philadelphia Museum of Art nel 1995 e che ora viene pubblicato da Marsilio con il design grafico di Studio Sonnoli e integrato con ulteriori opere legate alla celebre serie Mediterraneo. Il volume contiene il saggio curatoriale di Carlo Sala, ripropone il testo di Predrag Matvejević pubblicato nell’edizione del 1995 e include un contributo di Salvatore Settis, già apparso nel catalogo della mostra Attesa (Electa, 2016) e qui presentato nella sua versione definitiva.

 



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